16.7 C
Torino
martedì, 22 Settembre 2020

Nuovo governo e prospettive del Piemonte: qualche riflessione ed esigenza di autentica discontinuità

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Più letti

Nova Coop, 2,6 milioni di premio salario variabile collettivo ai dipendenti

NovaCoop, cooperativa piemontese di consumatori del sistema Coop, darà ai dipendenti un premio di salario variabile collettivo, che complessivamente supera i 2,6 milioni di...

Farinetti, Eataly: “Serve il prelievo forzoso sui conti degli Italiani per la ricostruzione”

Oscar Farinetti il proprietario Eataly, intervistato dal "Fatto Quotidiano", ha paventato una soluzione che secondo lui potrebbe risolvere il problema di come finanziare la...

Cronaca della notte di tensione al Caat

È tornata la normalità al mercato agroalimentare di Grugliasco, il Caat. Una notte difficile quella appena trascorsa. Una notte in cui la tensione ha...

“Italia ciao”, Povia cambia “Bella ciao” e fa infuriare gli antifascisti (VIDEO)

Il cantautore Giuseppe Povia, come aveva annunciato, ha rivisitato la canzone dei partigiani "Bella ciao", cambiando il testo in "Italia ciao". Una perfomance andata in...
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

La nascita del nuovo Governo tra Movimento Cinque Stelle e Lega come un uragano è entrata nel piano del ragionamento politico italiano e non può che cambiare profondamente il modo di ragionare cui ci eravamo abituati nei decenni della seconda repubblica. Quello che sta capitando, molto in fretta, obbliga tutti, a partire dal centrosinistra, ad una profonda riflessione su quali tipi di risposte dare.
Il Paese è in piena metamorfosi politica e bisogna attrezzarsi.
La natura profonda del M5S, che alcuni di noi da sempre denunciano, è emersa e sta emergendo in tutta la sua evidenza in queste settimane.
Il M5S. Una forza politica realmente autoritaria, nelle mani di un ristretto gruppo di potere privato che ne dispone le sorti e animato unicamente dalla sete di poltrone, disposto a scendere a qualunque compromesso pur di raggiungere la stanza dei bottoni, incluso vendere e vendersi coerenza e dignità politica al punto, se serve, di allearsi con la peggior destra sottoscrivendo un contratto di governo che punta a detassare i ricchi con la flat tax, a introdurre nuove leggi razziali (asilo gratis agli italiani e a pagamento per gli altri), crea uno stato di polizia.
Alcuni amici mi hanno detto di attendere di vedere cosa faranno. Giusto, ma il problema è che purtroppo i contenuti di quel contratto tratteggiano nel medio periodo un orizzonte da paese autoritario e credo sia corretto denunciare e lottare perchè questo non avvenga. Lottare con tutte le forze.
Vorrei che i nostri figli trovassero tra qualche anno un Paese migliore, non peggiore.
Un Paese che se ammazzano a colpi di pistola un sindacalista che difende i diritti dei lavoratori nei campi a Gioia Tauro abbia un Governo, dei ministri, che non stanno in silenzio, che dichiarano che si occuperanno di capire cosa è successo, che esprimono solidarietà concreta, che sono ancora capace di indignarsi.
Anche se il sindacalista è “negro”.
Spero che, almeno adesso, tutti quelli che hanno votato 5 Stelle perchè “autenticamente di sinistra” perdano cinque minuti del loro tempo a riflettere e si interroghino. Si interroghino sul significato profondo che ha lottare per i diritti di tutti, degli altri, non solo per i propri. Sul significato profondo che ha occuparsi di chi non ha avuto la tua fortuna, che magari detto tra noi, in fondo neanche meriti del tutto.
Sulla differenza etica profonda che ha il gesto di sollevare uno che sta affongando in mare invece che spingergli la testa sott’acqua, perchè non c’è più posto sulla tua barca.
Auguro alle “anime candide” della psudosinistra di questo Paese che lucrano o pensano di lucrare sul successo elettorale del M5S conquistando posti e stipendi di essere tormentati dalla loro coscienza, se ancora ne hanno una.
La compagnia di giro ti identifica e chi scegli di invitare a cena a casa tua pure.
E spero anche che chi nel PD, forse in crisi di lucidità, nelle settimane scorse ha vagheggiato di allearsi con loro comprenda realmente e nel profondo che noi e loro siamo alternativi. Autenticamente alternativi. Robe diverse.
Leggo che è partita la discussione sul migliore assetto con cui presentarsi alle elezioni regionali 2019 in Piemonte. Buon segno.
Mi pare che sia del tutto evidente che la metamorfosi in atto nel quadro politico debba spingerci ad avere coraggio.
Anche di rischiare qualcosa.
Compete alla società che non condivide questa deriva organizzarsi e alle forze politiche stimolare questa organizzazione e darle corpo e forma. E leadership.
Non “Contro” Qualcosa o Qualcuno ma “Per”.
Un forte contenuto programmatico che tratteggi il futuro del Piemonte. Nuove infrastrutture, lavoro, impresa. E tutela autentica delle fasce deboli. E sui quei contenuti valoriali e programmatici, autenticamente diversi da quelli grillo-leghisti, costruire nuove alleanze politiche, uscendo da formule ormai arcaiche che sono state travolte dagli eventi e che devono essere riscritte.
Ecco allora che la parola discontinuità non è solo una indicazione, un auspicio. È un obbligo che abbiamo.
Per ricostruire un campo politico, quello progressista ma anche per costruirne uno nuovo, allargato, autenticamente diverso.
Per condurre una battaglia che potremo vincere o perdere ma che dobbiamo combattere.
Ecco allora che formule come “discontinuità nella continuità” o “continuità nella discontinuità” che iniziano a rincorrersi in queste ore lasciamole al Paleozoico della politica. Appartengono ad un’altra fase storica, lì devono stare. Hanno fatto il loro tempo.
Tutti sono utili, ma nessuno indispensabile. Diamo messaggi chiari, comprensibili, forti. E di rottura. Anche nelle leadership.
Rischiamo qualcosa, investiamo su nuove energie. Ne abbiamo, forse non immediatamente pronte (forse…) ma potenzialmente capaci, con il lavoro di tutti ad esserlo in tempi brevi. Ma bisogna che ci si lavori insieme. Tutti e alla luce del sole.
Interpreti del cambiamento che è necessario più che mai.
Reali interpreti del cambiamento.
Scritto da Stefano Lo Russo, capogruppo Pd in consiglio comunale a Torino

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor
Nuova Società - sponsor per la tua pubblicità in questo spazio, contatta la redazione

Primo Piano

Caso Ream, Appendino: “Ho agito in buona fede. Resto sindaca ma mi autosospendo da M5s”

Dopo la sentenza di primo grado che la condanna a sei mesi per il reato di falso in atto pubblico relativo al...

I Cinque Stelle dalla parte di Appendino: “Continuiamo a sostenerla”

Se la maggioranza pentastellata ha vissuto momenti di crisi e ha dubitato della propria sindaca non è di certo oggi. Anzi la...

Ream, Lo Russo e Carretta: “Giudizio politico negativo non cambia, serve guardare a futuro”

Il Partito Democratico commenta la sentenza del processo Ream che condanna Chiara Appendino a sei mesi per falso in atto pubblico. Commenti...

Processo Ream, Appendino condannata per falso in atto pubblico

La sindaca Chiara Appendino è stata condannata per falso in atto pubblico relativo al bilancio 2016 nell'ambito dell'inchiesta che la vedeva imputata...

Ream, la sentenza per Appendino alle 15 ad urne chiuse

La sentenza del processo Ream che vede tra gli imputati Chiara Appendino, il suo ex capo di gabinetto, Paolo Giordana, e l’assessore...