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venerdì, 12 Agosto 2022

La sottile linea “12” tra politica e realtà

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di Antonino Iaria

Ieri sera sono andato a sentire le novità Sulla linea 12, una serata organizzata dal Pd della circoscrizione 5 in cui erano presenti l’assessora Foglietta, consigliere Avetta, Gariglio e la consigliera Conticelli. E’ stato affrontato il tema dei trasporti della nostra circoscrizione.
La prima considerazione e che i politici del PD sanno parlare bene bene in maniera assoluta, ho sempre invidiato questa capacità di argomentare in maniera fluida, io non ce l’ho.
Andiamo, però, ad analizzare i contenuti, un poco sorpreso e divertito, ho notato una marcata continuità con il lavoro svolto dalla precedente amministrazione. Specie in alcune frasi mi è sembrato di sentire le stesse parole dell’ex assessora Lapietra, l’assessora foglietta, per esempio, ha detto che se vogliamo aumentare la velocità del trasporto pubblico bisogna diminuire le fermate e ridurre le auto in circolazione, stessa teoria della giunta 5 Stelle, molto difficile da far accettare ai cittadini torinesi, molto lesiva per il consenso politico. L’argomento linea 12, progetto proposto dalla precedente amministrazione che ha ottenuto un primo finanziamento ministeriale (i soldi ci sono ma non si sa quando arriveranno), è stato ripresentato senza sostanziali modifiche, (forse una fermata in più), è riapparso nella discussione il fantomatico sottopasso su piazza baldissera con nessun progetto, nessun finanziamento e nessuna possibilità di realizzazione in tempi non biblici. Sempre su Piazza Baldissera è stato criticato o studio del politecnico ed è stato anche detto, erroneamente, che nel progetto ereditato di attraversamento della linea 10 mancavano i soldi per i binari, cosa non vera, il progetto prevedeva il tram, i semafori ed era finanziato con il ribasso dei lavori del passante.
A volte ho bisogno di rivivere la politica cittadina, ma quando sono iniziate le frasi “ i cassetti erano vuoti abbiamo dovuto rifare tutto”, ho capito che era tempo di andare alla mia seconda tappa , i giardini Alimonda .
Nei giardini Alimonda c’era il mondo, anzi l’”AliMondo”, il giardino una volta frequentato da spacciatori, era pieno di ragazzi italiani, marocchini, filippini, pakistani, peruviani, provenienti anche da altri quartieri. Il campetto di pallavolo è diventato il più efficace e divertente presidio di sicurezza estivo della zona.
Il grande Giovanni Sepede (ass. ARQA), molto stanco ma soddisfatto, era come sempre presente e vigile. Dopo aver giocato male…, mentre tornavo a casa, ho pensato che la politica autoreferenziale di tutti i partiti, compreso il mio, è slegata dalla realtà.” L’Alimondo” ci fa capire che qualunque progetto, anche il migliore, non funziona se non lo alimentano i cittadini.


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