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lunedì, 28 Settembre 2020

Didattica a distanza e dispersione scolastica: con il lockdown persi 120 alunni negli istituti torinese

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

La didattica a distanza non funziona per tutti. Infatti, da quanto le scuole hanno chiuso a fine febbraio gli istituti torinesi hanno denunciato di non aver più avuto contatti con alcuni dei loro studenti, che non hanno seguito le lezioni online né più comunicato con gli insegnanti. In particolare la più alta dispersione si riscontra nelle ragazze dei primi anni di istituti tecnici superiori. 

Un dato fotografato dall’inchiesta della Rete italiana di cultura popolare che conta almeno 120 casi di dispersione scolastica legati alla didattica a distanza. 

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“Occorre evitare – afferma Chiara Saraceno, presidente della Rete italiana – che le circostanze determinate dalla pandemia acuiscano ulteriormente il rischio che ad un’ampia parte di bambini e ragazzi non venga di fatto riconosciuto il diritto costituzionale all’istruzione e allo sviluppo delle capacità”.

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Secondo il sondaggio la maggior parte di chi non si è presentato all’appello sulle piattaforme web sono iscritti al biennio di un istituto superiore e più della metà sono ragazze. Di questi una quarantina vivono tra i quartieri di Barriera di Milano, Aurora, Borgo Vittoria, molti di loro portano un cognome straniero.

Le scuole hanno anche cercato di ricontattare i ragazzi in questi mesi, ma molti di loro non si sono fatti trovare. 

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