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sabato, 25 Maggio 2024

Riflessioni sui ballottaggi. Furia (PD): “Battaglia aperta tra noi e la Lega”

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Paolo Furia, Segretario del Partito Democratico Piemonte, il giorno dopo i risultati dei ballottaggi fa delle riflessioni, in cui emerge il ritorno al bipolarismo tra sinistra e destra, con i grillini quasi fuori dai giochi.

Spiega Furia: «I ballottaggi di ieri raccontano di una battaglia tutta aperta tra centrosinistra e Lega. Gli altri attori, a partire dal Movimento 5 Stelle, appaiono decisamente in difficoltà, come il caso di Livorno, restituita al PD dopo cinque anni con il M5S, dimostra».

«Per quanto riguarda il Piemonte devono essere evidenziati alcuni punti: si conferma la differenza tra torinese e province: su cinque ballottaggi importanti, nella Città Metropolitana i candidati riconducibili al PD vincono in quattro posti (Beinasco, Chieri, Piossasco e Settimo Torinese). Anche a Rivoli, dove pure la sconfitta brucia, il nostro candidato si avvicina moltissimo alla forza vincente. Nel Piemonte2, invece, il PD si conferma a Verbania e a Bra: risultati tutt’altro che scontati considerando il trend generale».

Altro punto da tenere in considerazione secondo Furia è che «Non si riscontra l’effetto “tutti contro il PD” che ai ballottaggi delle amministrative 2016 si era constatato, non solo a Torino città. Anche nelle città delle province al voto ieri i nostri candidati perdono di misura e ci consegnano un centrosinistra tutt’altro che allo sbaraglio».

«La mia sensazione è che, al netto delle diversità territoriali nelle elezioni amministrative e delle qualità specifiche dei singoli candidati, sempre molto importanti, il PD abbia ripreso a essere un attore competitivo sulla scena politica», aggiunge Paolo Furia.

«C’è molto lavoro da fare. Dobbiamo ripartire dai territori, non per retorica, ma perché le migliori esperienze di ripresa e rilancio del PD si sono espresse a livello locale, sostenute da candidati credibili e radicati. Ecco perché ci tengo a ringraziare i nostri candidati sindaci e sindache, sia che abbiano vinto facendo un “miracolo”, come nel caso Settimo Torinese, sia che non ce l’abbiano fatta, in un contesto così difficile», conclude il segretario regionale del Pd Piemonte.

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