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lunedì, 20 Maggio 2024

Paola Bragantini si racconta. “Tutto iniziò con quei volantini alle fermate del tram”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Paolo Pazzi

Incontriamo Paola Bragantini al Circolo dei Lettori, a Torino. Deputata del Pd dal 2013, al suo primo incarico, spigliata e dinamica si racconta partendo da aneddoti dai risvolti divertenti.

«Io non avrei certo pensato di venire eletta in Parlamento, quando sul finire del ’93 andai a iscrivermi al partito. Era l’epoca seguente tangentopoli e sentivo il bisogno di fare qualcosa per la collettività. Questo arrivando perfino al punto di fotocopiare volantini, in cui inserivo ironiche vignette di Cuore (la rivista satirica di Michele Serra, ndr), che attaccavo in solitaria alle fermate dei bus. Ovviamente questa spinta velleitaria e giocosa terminò e per razionalizzare questa passione politica mi iscrissi al PDS»

La parlamentare per anni è stata una semplice militante, poi segretaria di sezione, poi di unione, proprio mentre si fondava il PD, e infine è stata eletta segretaria provinciale. Erano mesi complicati, bisognava preparare le Primarie per il sindaco e la campagna elettorale per le elezioni che nel 2011 portarono alla vittoria di Piero Fassino in Città e il PD al 35%.

Come si è sentita quando, in modo quasi inaspettato, si è ritrovata su uno scranno parlamentare? 

«E’ un’esperienza travolgente, fatta di regole interne tacite e comportamentali, in cui risulta fondamentale il confronto che rappresenta quel passepartout con il quale si prende coscienza degli spazi entro i quali costruire relazioni ed alleanze fondamentali per dare sostegno alle proprie istanze. Questo sfruttando lo strumento degli intergruppi e le affinità tra colleghi».

Ma quanto è impegnativo e in cosa si distingue il ruolo di un parlamentare?

«Si tratta di un esperienza totalizzante e spesso anche alienante che si differenzia radicalmente da quella di amministratore locale. Questo perché in Parlamento spesso si opera su questioni sulle quali è poi difficile avere effettive verifiche del lavoro svolto»

E come occupate il tempo libero a Roma?

«Di fatto di tempo libero non se ne ha molto, ma quando mi è possibile amo visitare musei poco conosciuti che spesso rivelano autentici tesori»

A quale di questi musei è più legata?

«Certamente Palazzo Altemps in piazza Apollinaire, dedicato a sculture antiche romane, e Palazzo Doria Pamphili in via del Corso».

Roma è famosa per la sua cucina. Cosa apprezza di più a livello culinario?

«La carbonara in tutte le sue declinazioni, e la pasta alla gricia».

E cosa non le piace della Città Eterna? 

«L’abusivismo commerciale e la sporcizia»

Tornando ai temi strettamente politici Paola Bragantini ammette le difficoltà di una legislatura quanto mai tormentata, in cui anche parlamentari di lungo corso faticano a essere efficaci rispetto ai continui e repentini mutamenti che emergono nella quotidianità.

Ma vi saranno anche degli aspetti gratificanti in questa esperienza?

«Si, ho ricevuto grande gioia e soddisfazione per l’approvazione della Legge Cirinnà e per quella sul “fine vita”. Due grandi battaglie di valore storico per il nostro Paese. Risposte da cui emerge la passionalità ma anche il pragmatismo della deputata torinese nel raggiungere dei risultati concreti»

E cosa vede nel suo futuro politico?

«Vedo la mia attenzione e il mio impegno rivolta alla mia città, aiutando il Pd a creare un team in grado di riportare il buon governo sotto la Mole con la riconquista politica della città».

 

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