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lunedì, 20 Maggio 2024

“Mia stella caduta”, Torino diventa un romanzo sociale di Maria Antonietta Macciocu

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

La caduta di illusioni giovanili, la difficoltà delle passioni, lo stravolgimento di un mondo, lo sguardo sul futuro. “Mia stella caduta” è un flusso di coscienza, di memoria e di emozioni utile a entrare nel passato e nel presente dentro l’Italia e la Torino che volevano cambiare il mondo e hanno dovuto imparare a conviverci.

Lo sguardo è quello di un’autrice che ha scelto il capoluogo piemontese come città d’adozione. Maria Antonietta Macciocu fa rivivere ai propri personaggi i momenti chiave della storia del paese e della società torinese da un punto di vista femminile e privato.

Conosco molto bene le donne e le donne nei miei libri si ritrovano. In questo romanzo c’è molta dell’esperienza comune fatta come attivista, ma ci sono anche le emozioni degli anni 60, 70 80 e 90: eravamo a cavallo tra due millenni, sono stati anni importanti per il nostro Paese e per Torino. Dovevamo imparare a reinventarci. Ho raccontato quel periodo con gli occhi della protagonista Fiorenza, una donna che ha vissuto i movimenti, le contraddizioni e le consuetudini dell’epoca, che ha scelto Torino come città d’adozione. Ho voluto raccontare la fatica che abbiamo fatto, le contraddizioni e i compromessi a cui ci siamo dovute rassegnare. Siamo passate dalla provincia italiana alla ribellione scaturita dalle contaminazioni della cultura americana per approdare all’idea di un comunismo ideale e perfetto, spiega Maria Antonietta Macciocu.

Mia stella caduta oltre che un romanzo privato e politico è anche un romanzo sociale che racconta, tra le tante cose, anche gli anni di Mirafiori: “L’esperienza di Mirafiori è stata formativa perché è stato il primo incontro con il mondo operaio, non quello idealizzato, ma quello reale. Quando arrivavano intere famiglie dal meridione e venivano anche occupate le case. Poi ci sono stati gli anni del terrorismo quando gli attentati erano all’ordine del giorno. Insegnavo a Mirafiori in quegli anni. Ci buttavano i sassi mentre facevamo lezione. Io all’epoca avevo 29 anni. Eravamo insegnanti giovani e in tanti sentivamo un impegno che ci faceva affrontare le difficoltà. Con questo romanzo ho voluto raccontare quel periodo anche in modo più intimo“.

Un romanzo che non è un’operazione nostalgia ma una riflessione sui percorsi della nostra storia recente, sul tempo che passa, su come cambiamo non poi così tanto, dentro di noi. Il tutto raccontato con un linguaggio svelto, affettuoso e ironico che impedisce di cadere nel sentimentale e con riferimenti a canzoni care a più generazioni.

Sono alcuni anni che conosco Maria Antonietta Macciocu e in Golem Edizioni siamo sempre molto attenti alle sue proposte“, spiega Giancarlo Caselli, editore di Golem Edizioni, “Quando abbiamo visto “Mia stella caduta” non abbiamo esitato perché abbiamo immediatamente capito di trovarci di fronte un libro destinato a lasciare il segno in quanto unisce la qualità della scrittura dell’autrice a tematiche politiche e sociali che sentiamo molto vicine e che aiutano a comprendere il presente della nostra società“.

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