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lunedì, 22 Luglio 2024

Caso Orlandi. “41 anni di intrighi e speranze. La determinazione della commissione d inchiesta. Il fratello Pietro: “Hanno indizi e riscontri”.

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

“Vorrei veramente fossimo in tanti per far capire, a chi non vuol sentire, che la Giustizia e la Verità non possono essere un’utopia ma un diritto” è il messaggio di Pietro Orlandi alla vigilia dell’ennesima manifestazione, in programma a 41 anni dalla sparizione di Emanuela, avvenuta il 22 giugno 1983. Il sit in avrà luogo in Piazza Cavour alle ore 18.

Interpellato sull’operatività della Commissione d’inchiesta bicamerale, che risulta quanto mai determinata, Pietro Orlandi ci ha risposto: “La sensazione è che abbiano serie intenzioni. Aspetto ovviamente convocazioni importanti che possano veramente far fare un passo avanti perché hanno indizi e riscontri”.

“Andiamo avanti con indagini a 360 gradi” è stato il commento del senatore Andrea De Priamo (FdI), presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sui casi Orlandi Gregori, anticipando come non vi sia per ora intenzione di ascoltare Ali Agca. Il turco che ha manifestato la volontà di essere audito con sconvolgenti verità, più volte preannunciate, che restano sempre un mistero dopo 43 anni dall’attentato a Papa Wojtyla. De Priamo ha ribadito la necessità di operare in un quadro di massima unità in questo lavoro quando mai complesso che implica notevole impegno e studio di migliaia di carte, sottolineando come una scelta diversa . significherebbe ripetere gli errori fatti in passato e non porterebbe nulla di nuovo.

Hanno intanto avuto luogo le attese e non facili audizioni di alcune amiche di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, (caratterizzate da molti “non ricordo”).

Pietro Orlandi ha indicato un elenco di soggetti che potrebbero avere ancora molto da dire sulla vicenda: “a cominciare da Chaouqui, mons. Balda, Capaldo, Giani, Alessandrini e la fonte della pista di Londra , del quale la Procura e Commissione hanno il nominativo”.

I nomi di Francesca Immacolata Chaouqui e di Monsignor Lucio Vallejo Baida , ex membri del Cosea, (Pontificia commissione referente di studio e di indirizzo sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa, istituita nel 2013 e investita dall’inchiesta giudiziaria Vatileaks2) si rifanno a quei messaggi whatsapp del 2013, più volte denunciati da Orlandi e da lui segnalati in Commissione, in cui la donna avrebbe scritto al cardinale “dobbiamo far sparire quella roba della Orlandi e pagar i tombaroli”, “Non distruggiamo il Vaticano”

Messaggi che sono in possesso della Commissione d’Inchiesta. La Chaouqui ha replicato nel maggio 2024 sostenendo di essere sotto il segreto di Stato: “Non conosco dove sia Emanuela e neanche se la pista di Londra sia vera, non ho alcun elemento che possa avvicinare alla verità e se lo avessi e fosse coperto da Segreto di Stato non lo rivelerei perché la fedeltà al Pontefice viene prima di tutto”.

Per quanto riguarda i nominativi di Domenico Giani e Costanzo Alessandrini (capo e vicecapo della gendarmeria vaticana) rientrerebbero in quella nota trattativa che vide protagonista l’ex procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo (che ebbe in carico l’inchiesta dal 2008 al 2015) alcuni esponenti vaticani. Trattativa in cui si sarebbe fatto cenno ad una possibile restituzione del corpo di Emanuela, in un contesto legato al superamento dell’imbarazzante tumulazione del boss della Magliana Renatino De Pedis (divenuto poi referente nelle alte sfere vaticane cardinal Poletti) presso la Basilica di Sant’Apollinaire. Una trattativa che poi rimase lettera morta.

Anche Giancarlo Capaldo dovrebbe essere presto convocato dalla commissione. Ricordiamo la sua frase “il Vaticano sa ma non parla e alcuni prelati hanno fatto carriera con il silenzio”. Frase di un magistrato fermamente contrario all’archiviazione del caso avvenuta nel 2015.

E’ da far presente come, a inizio 2023, sia il Vaticano che la Procura di Roma abbiano aperto un fascicolo sul caso.

Intanto restano aperti gli interrogativi legati al cimitero del Verano e alla figura dell’ex fotografo Marco Fassoni Accetti, l’uomo del flauto.

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