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mercoledì, 28 Settembre 2022

La politica surreale

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

La parola surreale è un aggettivo che evoca e registra le sensazioni del subcosciente al di fuori di ogni controllo esercitato dalla ragione, fuori da ogni preoccupazione estetica e morale (vedi Devoto-Oli dizionario lingua italiana pagina 1923).
Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, dopo l’incontro sulla legge di stabilità svoltosi al ministero del Lavoro (durato 90 minuti scarsi) che ha visto presenti i tre leader nazionali di Cgil, Cisl e Uil con i ministri Delrio, Padoan, Poletti e Madia, ha definito l’incontro “surreale”.
Alle domande dei rappresentanti dei lavoratori organizzati nei sindacati italiani più importanti, il ministro del Lavoro Poletti ha dichiarato che non avevano nessun mandato del Governo per interloquire e la presenza dei ministri era un atto di pura cortesia.
In compenso il presidente del Consiglio Matteo Renzi, assente, si è subito premurato di precisare che il governo per fare le leggi non ha bisogno d’incontrare i sindacati essendo il suo interlocutore il Parlamento.
Se i sindacati vogliono trattate – ha detto Renzi con la sicumera che lo contraddistingue – si facciano eleggere alle Camere” e con tono chiaramente ironico ha aggiunto: “In Parlamento ce ne sono già tanti. Si troverebbero a loro agio”.
Le parole di Renzi, segretario del maggior partito della sinistra italiana, nonché presidente del Consiglio mi hanno ricordato quelle di Malaguti il capo della destra liberale degli anni Cinquanta e del presidente della Confindustria dell’epoca Costa.
Evidentemente il futuro di Renzi di cui parla sempre ha un cuore antico, non a caso alla Leopolda uno dei suoi “consigliori”, noto finanziere italiano che opera a Londra, ha proposto di limitare il diritto di sciopero.
Sempre in tema di surreale le ultime 24 ore ci hanno riservato due esempi eclatanti. Parlando a Palermo Beppe Grillo ha urlato che la mafia praticamente non esiste più in Sicilia essendosi trasferita al nord. Ma udite, udite: questa onorata società che ha avuto una sua moralitàè stata guastata dalla grande finanza, dai politicanti, dai faccendieri. Quando mai – si è chiesto Grillo – la mafia in passato faceva attentati, uccideva, commetteva stragi?”.
Non essendo il guru di Cinque stelle un ignorante ci può solo parlare di soggetto “fuori da ogni controllo esercitato dalla ragione”, suggestionato dalla lettura del famoso romanzo Il Padrino.
Infine la ministra Maria Elena Boschi alla domanda di Fabio Fazio, in tv chi preferiva nei suoi ricordi tra Amintore Fanfani ed Enrico Berlinguer, sorridendo ha candidamente indicato il nome dell’antico segretario della Democrazia Cristiana, l’uomo che scatenò negli anni Settanta la crociata contro il divorzio (perso) per cancellare una legge approvata nel Parlamento “fuori da ogni preoccupazione estetica e morale”.

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