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giovedì, 27 Gennaio 2022

In Piemonte mettiamo un punto al consumo di suolo

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Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Oggi in Consiglio Regionale abbiamo approvato il disegno di legge n. 301 “Procedure edilizie per il riuso, la riqualificazione e il recupero dell’edificato”, con cui stabilizziamo e coordiniamo le norme su riuso degli edifici, ampliamenti dell’esistente, recupero dei rustici e dei sottotetti, allargando la possibilità di intervento e collegandola alla necessità di riqualificare il nostro patrimonio edilizio, spesso vetusto, specie dal punto di vista energetico e strutturale.
Abbiamo ridotto il numero di leggi, fatto uscire dalla precarietà le norme del piano casa, offerto uno strumento legislativo più semplice e accessibile per il cittadino, mantenendo in mano ai Comuni la facoltà di governare il processo.
È un’apertura forte ad intervenire sul costruito, con la finalità di offrire una opportunità appetibile alternativa al consumo di suolo: un’alternativa fino ad ora poco presa in considerazione con esiti disastrosi per il nostro Paese, il suo paesaggio e il suo rischio idrogeologico. E anche per un mercato in cui la quantità, disgiunta dalla qualità, ha portato a un crollo verticale dei prezzi.
Ed è il prerequisito per un altro cambiamento culturale, ancora tutto da costruire: quello relativo all’aspettativa che un campo vicino all’abitato debba prima o poi diventare per forza edificabile o alle previsioni edificatorie senza un termine temporale, che diventano un valore di carta su cui fondare un’economia finta.
In questi primi sei mesi del 2018, in Italia si sono consumati 3 metri quadri al secondo di suolo agricolo, oltre 7000 campi di calcio. Carlo Petrini, all’apertura del Salone del Gusto, ha detto: «Il consumo di suolo sta generando sconquassi, cosa aspettiamo a metter mano a una legge che governi il suolo che è il bene primario per l’agricoltura?».
Ora che il mercato è fermo, che è così ampia la possibilità di recupero di edificato inutilizzato, che le previsioni demografiche sono in discesa, è tempo di mettere un punto al consumo di suolo e recuperare sulla qualità l’esistente, prevedendo anche il ritorno a verde di superfici costruite.
Già la legge 56 del 1977 sull’urbanistica prevedeva di evitare “ogni ulteriore consumo di suolo” tra le sue finalità; prima dell’estate abbiamo depositato in Consiglio Regionale il disegno di legge 302 “Norme urbanistiche e ambientali per il contenimento del consumo del suolo.”
Su di noi pesa la grande responsabilità di portarla in approvazione prima della fine del mandato.
Scritto da Daniele Valle, consigliere regionale Pd in Piemonte

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