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venerdì, 24 Maggio 2024

Europa, lavoro e diritti: la mozione di Renzi in sintesi

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Venti punti e venti parole chiave per riassumere la mozione con cui l’ex premier Matteo Renzi si ricandida alla segreteria del Partito Democratico. A realizzarla sono i ragazzi dei Giovani Democratici che hanno creato un opuscolo che sarà distribuito nei circoli dove a breve inizieranno le convenzioni per illustrare le mozioni dei tre candidati e chiedere agli iscritti di scegliere i loro rappresentanti.
Un Pd popolare, alternativo ai populisti” è il punto di partenza della mozione in cui si afferma di voler “raccogliere la s da politica del nostro tempo: dimostrare che al sentimento di insicurezza e di smarrimento che serpeggia in tutto il mondo non si può e non si deve rispondere chiudendosi nel proprio recinto”. “Per contrastare i populismi è indispensabile l’azione di forze politiche popolari, capaci di elevare la qualità, la trasparenza e la responsabilità delle scelte democratiche. Perché di fronte a un problema i populisti cercano subito un colpevole, i riformisti una soluzione. Compito del PD è quindi farsi portavoce di un riformismo empatico e popolare, che “senta” i problemi ancor prima di risolverli”.
Nei venti punti della sintesi, poi, si parla di Italia e Europa, di lavoro, diritti, crescita e sostenibilità.
“Elezione diretta del Presidente della Commissione UE e un’assicurazione europea contro la disoccupazione e una “Children Union” che realizzi investimenti comuni contro la povertà educativa”, assieme a uno “Schengen della difesa” sono alcuni dei punti della mozione che guardano all’Europa. Mentre si torna a parlare di ius soli: “Far approvare questa legge è un impegno che prendiamo con i “nuovi italiani”, che rappresentano una risorsa importante nel percorso di riforme di cui il nostro Paese ha bisogno”.
Ampi la parte sul lavoro e sul welfare: dal reddito di inclusione che “introdotto dal governo Renzi, deve essere portato a regime, aumentandone le risorse e garantendo a tutti i poveri un reddito sufficiente a essere parte attiva della società”, a misure per implementare l’occupazione femminile (flessibilità di orari, minor costo degli asili nido, più servizi alle famiglie). Fino al sostegno alla crescita delle Regioni del Sud.
Nella sintesi della mozione di Renzi si parla anche di diritti e opportunità: “Riforma e snellimento del sistema delle adozioni; ius soli; biotestamento, portando a conclusione il percorso già avviato; norme sul doppio cognome ai gli; reato di tortura; contrasto a omofobia e transfobia”. Di riforma fiscale “Per ridurre il cuneo scale sul lavoro è necessario un intervento sull’IRPEF che sia in continuità con gli interventi fatti negli ultimi anni, e che preveda la riduzione delle aliquote marginali e la rimodulazione delle detrazioni. L’obiettivo è duplice: aumentare il reddito netto da lavoro di chi ha redditi bassi e sostenere i giovani e le donne”. E poi ancora di un Welfare graduato, di sviluppo sostenibile e di scuola e cultura digitale: “E’ la cultura del digitale, del cambiamento che il digitale porta con sé, che deve essere sviluppata, puntando sulla diffusione delle competenze digitali nelle scuole, sin dal primo ciclo, e in tutti gli organismi della Pubblica Amministrazione”.

 

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