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martedì, 30 Novembre 2021

Da Berrettini a Fognini e Sinner: il bilancio della stagione dei tennisti italiani

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L’anno che sta per terminare è stato indubbiamente foriero di grandi soddisfazioni per il tennis italiano. In primis, Matteo Berrettini è salito ulteriormente alla ribalta, ma anche Fabio Fognini ha avuto modo di far parlare di sé, mentre il giovanissimo Jannik Sinner ha bruciato altre tappe e scalato nuove posizioni nel ranking. L’evento che rimarrà più impresso sarà evidentemente la finale di Wimbledon disputata da Berrettini contro Djokovic, anche perché tenutasi a pochissime ore di distanza dalla vittoriosa finale dell’Italia agli Europei di calcio, tra l’altro sempre a Londra. Tra rovescio bimane e diritto stretto incrociato, il repertorio di Berrettini è indubbiamente pregevole, ma purtroppo non sufficiente perché il tennista romano riesca a imporsi su tutte le superfici.

A Wimbledon Berrtini ha vinto a malapena il primo set contro Djokovic e pochi giorni dopo dei problemi muscolari gli hanno impedito di partecipare ai Giochi Olimpici, permettendo agli appassionati di rivederlo in campo soltanto ai Masters 1000 di Cincinnati, dove è stato eliminato agli ottavi di finale. Ai quarti degli US Open, invece, è arrivato un nuovo k.o. di fronte a Djokovic. Ai Masters 1000 di Indian Wells, dunque, Berrettini è stato sconfitto da Taylor Fritz. Storia e informazioni sull’ATP Finals di Torino che verrà disputato a breve rivelano che l’Italia non ha mai strappato successi in questa manifestazione. Forse, con Berrettini sarà la volta buona.

Fabio Fognini non ha raccolto risultati migliori del collega. La sua annata è iniziata con l’eliminazione al secondo turno nel torneo di Adalia. Nell’ATP Cup di febbraio si è tolto qualche soddisfazione solo perché in coppia con lo stesso Berrettini e agli Australian Open è stato battuto da Nadal. Al Roland Garros e a Wimbledon, invece, le eliminazioni sono arrivate rispettivamente per mano di Federico Delbonis e di Andrej Rublëv. Nel complesso, i risultati di Fognini non sono stati di certo irresistibili e anche per questo l’atleta ha perso diverse posizioni nel ranking ATP, nell’ambito del quale si distingue comunque per essere tra gli italiani meglio piazzati.

Di Jannik Sinner si era parlato molto quando aveva raggiunto la finale dei Miami Masters, in cui è stato però Hurkacz ad avere la meglio. Purtroppo non è stato possibile apprezzare il talento di Sinner a Tokyo, ma il trionfo all’ATP 500 di Washington, che per la prima volta premiato un italiano, ha ripagato parzialmente il ragazzo delle ultime delusioni. Ai Masters 1000 di Toronto, però, Sinner è stato fatto fuori subito e agli US Open si è arreso a Zverev già agli ottavi. Ai Masters 1000 di Indian Wells il giovane ha seguito la stessa sorte di Berrettini, venendo battuto da Taylor Fritz, mentre agli ATP Finals di Torino Sinner è giunto solo come prima riserva. Ciononostante, l’altoatesino rimane non solo tra i migliori italiani, ma direttamente tra i migliori tennisti del ranking, occupando comunque una delle prime 15 posizioni.

Menzione di merito per Lorenzo Sonego, che oggi rientra tra i top 30 dopo aver perso subito al Murray River Open, senza ottenere risultati troppo esaltanti agli Australian Open e all’ATP 500 di Rotterdam. In occasione dei Masters 1000 di Miami Sonego è stato battuto da Tsitsipas, ma poi ha gioito al 250 di Cagliari in singolo e in doppio. Agli Internazionali d’Italia è arrivata solamente una semifinale, mentre nelle altre competizioni non sono state registrate particolari prestazioni.

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