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venerdì, 3 Luglio 2020

“Basta criminalizzare la Movida”: ecco la proposta dei consiglieri circoscrizionali Cioria e Pontrandolfo

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Scritto da Ludovica Cioria, consigliera Circoscrizione 3 e Gianvito Pontrandolfo, consigliere Circoscrizione 4

Ieri sera in commissione congiunta tra Circoscrizione 3 e 4 si è parlato di Movida.

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Come ormai d’abitudine, il Comune ha mandato solo i tecnici ad illustrare quella che invece è e dev’essere una scelta politica di questa amministrazione.

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Già a giugno del 2018 avevamo presentato in entrambe le nostre circoscrizioni un’interpellanza rispetto all’approccio che la Sindaca aveva portato avanti sulle limitazioni al consumo di bevande alcoliche. Già da allora ci chiedevamo quale fosse la loro idea di Città a misura di giovani.

Ludovica Cioria

Diversi erano stati i nostri suggerimenti, anche su impulso del circolo dei Giovani Democratici di Torino:

– Incentivi per insonorizzazioni ai residenti delle aree soggette al fenomeno

– Instaurare la figura del Sindaco di Notte

– Sensibilizzare i più giovani al rispetto della quiete pubblica

– Sponsorizzare la caparra per i bicchieri per disincentivarne l’abbandono di rifiuti

– Individuare altri luoghi idonei al divertimento per decongestionare i quartieri soggetti alla Movida.

Purtroppo nessuna di queste proposte è stata presa in considerazione. Ci troviamo ancora una volta di fronte ad una Città che lascia ricadere la responsabilità della quiete pubblica solo su avventori e commercianti, questi ultimi costretti anche a sentirsi colpevoli dei difficili orari di lavoro.

Da una città che puntava alla Movida come attrattiva studentesca, ci ritroviamo in una città che la concepisce come disturbo.

Negli ultimi anni, in contrapposizione ai locali che continuavano a chiudere e al Valentino ormai abbandonato, abbiamo visto continuare l’impegno di Arci Torino, che arriva a 158 circoli diffusi sul territorio. Per un’idea di movida più sostenibile è nato il contributo di GreenTo con il progetto PlasticFreeMovida.

La domanda che facciamo all’amministrazione comunale è quindi semplice, ma per niente banale:

Gianvito Pontrandolfo

Perché al posto di controlli e telecamere, non ascoltiamo circoscrizioni, associazioni ed università?

Questa è la Torino che vorremmo.

Nel “Piano per il risanamento acustico legato ai fenomeni di movida” presentato ieri in commissione, fra le azioni in corso sono testualmente citati “incontri con cittadini, operatori economici, associazioni” e persino “gare di idee e start up”.

Ecco, volevamo dire che NOI CI SIAMO. Come giovani amministratori circoscrizionali vorremmo contribuire proponendo nuovi spazi e nuovi edifici, dialogando con le associazioni sul territorio per offrire luoghi e occasioni di aggregazione alternativi, in modo da decongestionare alcune zone del centro.

Per questo chiediamo un percorso di ascolto e di costruzione vero e condiviso, per arrivare ad una proposta alternativa a quella attuale, che riteniamo purtroppo già fallimentare.

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