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mercoledì, 29 Giugno 2022

A San Marino il primo Capo di Stato gay. La Cirinnà: “Una giornata storica”

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

Nel 2004 a San Marino l’omosessualità era condannata, ora è realtà all’avanguardia contro  le discriminazioni.

Ha fatto il giro di tutte le testate, non solo italiane, la notizia del primo Capo di Stato gay a San Marino. La notizia è un video del 1 aprile ma non è uno scherzo.  Protagonista della vicenda l’esperto diplomatico Paolo Rondelli, 58 anni, quattro lauree, ex vicepresidente dell’Arcigay di Rimini, nominato Capitano Reggente della Repubblica insieme a Oscar Mino. All’investitura era presente la senatrice del Pd Monica Cirinnà. La prima firmataria, della legge che ha istituito in Italia le unioni civili, ha voluto testimoniare tutta la sua stima per l’amico Paolo: “una giornata storica che mi riempie d’orgoglio per un grande diplomatico che ha lottato per i diritti delle donne e delle persone lgbtq+”. Alla cerimonia era presente la ministra della giustizia Marta Cartabia.

Con una nota sul suo profilo Fb, Rondelli, stigmatizzando sulla pruderie che ancora persiste sulla tematica LGBT, ha riferito della sua lunga adesione alla Federazione Naturista Internazionale. Rondelli è stato il primo ambasciatore sanmarinese negli Stati Uniti ed ora è anche Capo dello Stato di San Marino.

E’ lo stesso Rondelli a rilevare  come  l’essere il primo Capo di Stato appartenente alla comunità LGBT  non poteva non sollevare l’attenzione generalizzata dei media.

Un fatto  certamente significativo ma anche un segno di quanto ancora  nel 2022 ci si sorprenda  quando personaggi del mondo gay assumano ruoli di rilievo.

Per la precisione il nuovo Capo dello Stato , secondo le norme di Repubblica del monte Titano che risalgono al 1243 , sono i due nuovi capitani reggenti. Figure che   non hanno poteri esecutivi e che restano in carica per sei mesi. 

L’Arcigay ha sottolineato il grande salto che si è registrato proprio in quella piccola repubblica in cui l’omosessualità, fino al 2004, era vista come il fumo negli occhi e perseguita penalmente. 

Oltre al fatto simbolico la cura  Rondelli ha certamente contribuito a sviluppare,in tempi rapidi, uno straordinario  processo che ha visto San Marino protagonista nell’approvare unioni civili paritarie (2018) e nell’imporre , a seguito di un referendum, il divieto, inserito nella Costituzione, di ogni discriminazione legata all’orientamento sessuale (2019). Un fatto che si registra solo in altri dieci Paesi: Gran Bretagna., Svezia, Sud Africa, Ecuador.  Portogallo, isole Fiji, Messico, Bolivia. Un po in ritardo è anche passata la legge che legalizza l’aborto.

Insomma per San Marino il nuovo millennio è stato all’insegna dei diritti civili, anche a favore della comunità LGBT. Comunità che ha manifestato tutta la sua soddisfazione per l’ operato di Paolo Rondelli, augurandosi che, anche in Italia, si prenda esempio da questo percorso e da questa battaglia di civiltà per i diritti di tutti e tutte. 

San Marino, anche sulla drammatica aggressione subita dall’Ucraina, si è schierata pienamente con l’Europa sposando le sanzioni imposte verso la Russia.

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