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martedì, 24 Maggio 2022

Umberto Casale: don Saglietti, indimenticabile priore

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Aldo Novellini
Aldo Novellini
Nato a Torino nel 1963, sposato, due figlie, giornalista pubblicista, collaboratore da molti anni del settimanale cattolico La Voce e il Tempo e Nuova Società. Dal 2015 è direttore responsabile della testata on line Agenda Domani

Sono molti i sacerdoti che si sono impegnati nella Resistenza, spesso rischiando la vita per salvare quella degli altri. Don Francesco Saglietti, per quasi trent’anni parroco a  Racconigi è uno di questi. Assume dunque un notevole interesse storico e documentale il libro  “Indimenticabile priore” (Effatà editrice) che don Umberto Casale, storico oltre che uomo di Chiesa, gli ha di recente dedicato. 

Il priore fu particolarmente attivo nel Cln locale dove, tra l’altro, sedeva il suo vice parroco, don Carlo Chiavazza, futuro fondatore del settimanale Il nostro tempo, all’epoca da poco rientrato dalla Russia dove era stato inviato come cappellano militare. La conoscenza del tedesco, lingua che don Saglietti aveva appreso nel corso degli studi di teologia, gli fu estremamente utile per riuscire a dialogare con il comando germanico di stanza a Racconigi, evitando il peggio per la sua comunità, nei giorni dell’occupazione. 

Nato a Torino nel 1905, primo di quattro figli, di una famiglia di modeste condizioni. Francesco con la vocazione al sacerdozio viene mandato in seminario a compiere i propri studi. Divenuto sacerdote nel 1930, fu dapprima inviato a Bra e poi nel 1938 approda a Racconigi nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, dove rimase sino alla morte avvenuta nel 1964. I primi anni furono di difficile convivenza tra il mondo cattolico e il fascismo che in tutti i modi vuole avere il monopolio educativo sui giovani. Attorno all’oratorio e alla parrocchia il priore favorisce la nascita di una fitta rete di assistenza verso i più poveri e i più deboli. 

Poi la guerra, l’8 settembre e l’inizio della Resistenza nella quale don Saglietti si troverà coinvolto al punto di finire più volte nel mirino della stampa fascista che lo accusa di stare dalla parte dei ribelli. E nel libro trovano infatti spazio alcune pagine del diario del priore, scritte proprio nei giorni incandescenti della liberazione di Racconigi. 

Teologo, docente nei corsi di formazione di giovani sacerdoti, il priore Saglietti per molti anni svolgerà un’intensa attività di insegnamento. Emerge dunque la figura poliedrica di un sacerdote che oltre al compimento della propria missione pastorale seppe essere un attento e coraggioso  partecipe delle vicende civili e politiche della propria comunità e del proprio Paese.

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