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martedì, 27 Ottobre 2020

Torino 2026, ora serve unità di intenti

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Oggi è stato presentato lo studio di fattibilità circa la possibile candidatura di Torino come Città ospitante i Giochi Olimpici del 2026.
Uno studio consegnato dalla sindaca Appendino al CONI nella giornata di ieri a Roma.
Ora Torino è ufficialmente in corsa, e in un mondo urbano sempre più competitivo deve ritrovare consapevolezza, una immagine ed un nuovo concetto di economia.
I Giochi possono essere una tappa di questo processo, che pone la Città di fronte a molte opportunità, ma anche di fronte a diversi problemi da affrontare.
Riuscire a trarre dei vantaggi locali da evento globale non è scontato e non è semplice. Torino non dovrà riproporre plasticamente i Giochi del 2006, che hanno avuto esperienze positive come il policentrismo ma hanno avuto esperienze negative come quella del forte indebitamento.
Ci troviamo di fronte all’opportunità di individuare, accelerare e realizzare gli obiettivi di sviluppo della Città.
Ma i Giochi possono trasformarsi in un evento catastrofico se non si ha in mente un disegno ben preciso: in queste di settimane di lavoro abbiamo posto dei suggerimenti ragionevoli, con una visione e con una responsabilità amministrativa, che hanno permesso di individuare gli aspetti sui quali intervenire ed operare.
Il tutto potrà e dovrà avvenire successivamente ad una necessaria ed imprescindibile analisi dei costi e dei benefici per il Paese e per la Città.
Se lo Stato ed il CONI appoggeranno la nostra candidatura, avremo la possibilità di ridare vigore al tessuto economico cittadino, rinforzare il legame tra pubblico e privato, continuare ad espandere il turismo urbano e il suo indotto, donare migliore accessibilità e collegamenti per i territori svantaggiati della Città e soprattutto acquisire un aumento della capacità a gestire eventi e situazioni di questa portata.
Questa esperienza sarà un evento di successo se la Città saprà utilizzare al massimo il proprio territorio e se saprà farlo diventare proprio.
Torino ha le risorse storiche, culturali e sociali per farlo. Da oggi c’è la possibilità di fare qualcosa di importante per Torino e i Torinesi.
Ma il modo per farlo è uno solo: mettendo da parte le divisioni e remando tutti nella medesima direzione.
Scritto da Marco Chessa, consigliere comunale di Torino del Movimento Cinque Stelle

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