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giovedì, 18 Luglio 2024

Sanremo. Critiche feroci al Ballo del Qua Qua con John Travolta. Il toccante messaggio di Giovanni Allevi: “Quando tutto crolla resta l’essenza”

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

Su un Sanremo 2024 che piace, con  ascolti (oltre 11 milioni) che coinvolgono anche i giovani, sono piovute feroci critiche per la gag che visto John Travolta scimmiottare (imbarazzato ma con stile) il ballo del Qua Qua con Fiorello e Amedeus .  Una performance, momento clou in mondovisione, improvvisata davanti al Teatro Ariston che, a quanto pare, non è piaciuta anche al protagonista di Febbre del Sabato Sera, Greese e Pulp Fiction, pellicole rimaste nell’immaginario di intere generazioni. Non a caso Travolta ha levato alla Rai i diritti sulla sua partecipazione sanremese.  Lo stesso Fiorello ha tentato di minimizzare l’accaduto ammettendo che si sia trattato solamente di una gag venuta male.

 All’ospite internazionale non è stata posta alcuna domanda seria, a parte banalità. Nel vortice delle critiche sono finite anche le scarpe del prestigioso (e strapagato) ospite per alcune voci  che parlano di un possibile imponente cachet  legato a pubblicità occulta.

Tornando al concorso canoro sono diverse le canzoni orecchiabili, tendenzialmente romantiche, tra le quali non poteva non emergere, con la consueta grinta, una Loredana Bertè, più sobria e priva di eccessi, che ha fatto ancor più esprimere la validità anche del testo della sua canzone. Anche Angelina Mango e un rinnovato Mahmood sono stati molto apprezzati.  Hanno colpito i look stravaganti di diversi artisti. Sono state invece  inevitabili le polemiche sulla classifica della sala stampa rispetto a  quanto risulta apprezzato dal pubblico.

Certo il momento più coinvolgente ed emozionante è stato il monologo di Giovanni Allevi.  Provato dalla malattia, non ha nascosto nulla delle sue fragilità  portando  un messaggio che ha commosso. Una cruda testimonianza  espressa con la consueta naturalezza, immediatezza e profondità,  da questo grandissimo  pianista, assente da tempo dalle scene. il compositore  ha parlato della sua lotta contro un tumore con parole di ringraziamento. Questo con dettagli sulle sue emozioni in questi due anni di malattia, riferendo sul suo sorprendersi per la diversità dei colori dell’alba e del tramonto colte da una finestra. Ha citato Kant:“Il cielo stellato può continuare a volteggiare nelle sue orbite perfette” e ha suonato il pianoforte con la consueta maestria. “Ho suonato con l’anima non potendo contare sul suo corpo” così ha anticipato le note del suo “Tomorrow”.

Il compositore  ha ricordato come l’essenza del proprio essere ancor più emerge quando tutto crolla e resta l’essenziale e il giudizio esterno non conta. Riferendo alla fine sulla sua sicurezza per qualcosa in sè stesso che rimarrà in eterno, definendo ogni individuo a suo modo infinito nel suo spirito.

Giovanni Allevi è un gigante che pur malato è stato capace di parlare di filosofia, di spirito e  speranza, partendo dalla sua testimonianza, in un mondo piegato al business e all’apparenza in cui la filosofia è sempre meno che un optional. Ha ragione. Troppo spesso solo la sofferenza e le situazioni di emergenza portano l’uomo a cogliere e condividere  i veri valori della vita. 

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