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martedì, 2 Marzo 2021

Riapertura scuole, Cirio frena: “Situazione non chiara”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Restano molte perplessità sul ritorno in aula del 7 gennaio, tanto agognato dagli studenti ma che divide il governo e anche le regioni. Lo ha spiegato il governatore del Piemonte Alberto Cirio che ieri ha avuto una videoconferenza con il governo da cui però sarebbe emersa una situazione “non chiara”. 

“C’e’ una parte del governo che vorrebbe il rinvio ed una parte che si impunta per l’apertura il 7 gennaio con il rischio però che potrebbero l’11 chiudere di nuovo ” precisa Cirio. 

Al centro della questione il fatto che al termine delle festività natalizie l’Italia sarà di nuovo divisa in zona gialla, arancione e rossa a seconda dell’indice di contagio e così in molte regioni potrebbe essere necessario ricorrere nuovamente alla Dad. “Se da lunedì ripartono le zone gialle, arancioni e rosse con parametri di soglia più rigorosi, più di mezza Italia si troverà in zona arancione. Il paradosso sarebbe quindi mandare i ragazzi a scuola il giovedì e richiudere il lunedì” ha spiegato Cirio. 

“Sulla scuola – ha detto ancora il presidente del Piemonte- ci siamo espressi ieri sera ed il ministro ci ha chiesto tempo fino ad oggi. E’ una riflessione in itinere e a ieri sera il governo ci ha detto che in giornata ci sarebbe stata data indicazione. Speriamo – ha concluso- che il governo ci dica qualcosa in tempi certi, perchè famiglie e scuole devono organizzarsi”.

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