11.7 C
Torino
venerdì, 26 Febbraio 2021

Cirio e i buoni propositi per il 2021: “Pronti a far ripartire il Piemonte”

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Più letti

Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Un grande “patto” per rilanciare il Piemonte dopo aver tenuto la rotta in un anno difficile. Sono questi i buoni propositi per il 2021 di Alberto Cirio illustrati nella conferenza stampa di inizio anno. 

Citando le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella Cirio osserva come “non è il momento di dividersi e recriminare ora è il momento di essere costruttori”. “Vogliamo portare il Piemonte fuori da questa crisi. – ha detto il Governatore – Mettiamo sul tavolo la nostra visione, e dalle prossime settimane andremo provincia per provincia per raccogliere le istanze. Però chiedo a tutti di incarnare lo spirito del capo dello Stato: dobbiamo costruire, e dobbiamo farlo insieme, per garantire un futuro migliore ai nostri ragazzi. Ma per farlo dobbiamo parlare con una voce sola”.

Un patto basato su tre grandi pilastri: la sicurezza con i vaccini, il Recovery Plan con gli investimenti in opere pubbliche, e i fondi europei della programmazione 2021-2027. “Le idee le abbiamo ben chiare, c’è tanta carne al fuoco, e vogliamo agire nel modo più trasparente possibile”. “Su questi temi chiave – ha rimarcato Cirio – ci giochiamo il futuro del Piemonte”.

Cirio ha anche poi sottolineato come nonostante l’emergenza sanitaria nel 2020 l’Ente sia riuscito a mantenere i conti in ordine: “Questo è qualcosa che vogliamo rivendicare ed intendiamo continuare con questo buon governo dei conti. Per il futuro abbiamo le idee chiare e tanta voglia di far ripartire il nostro Piemonte”.

Poi fra i progetti per il nuovo anno l’inaugurazione, in silenzio, del nuovo grattacilee della Regione: “quando si finisce un’opera mettendoci dieci anni di più, si chiede scusa e la si apre in silenzio. Vogliamo completarlo e finalmente usarlo, ma non vogliamo fare inaugurazioni in grande stile: occorre dare un segnale di come nella pubblica amministrazione si debba cambiare modello di azione”.

E poi una nuova legge sulla casa in materia di Atc, la revisione completa della legge urbanistica regionale , un nuovo piano di tutela delle acque, una nuova legge sui rifiuti con il raggiungimento dell’obiettivo del 65% di differenziata, il varo di una sport commission per l’attrazione degli eventi sportivi, investimenti in edilizia scolastica e in didattica.

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor
Nuova Società - sponsor per la tua pubblicità in questo spazio, contatta la redazione

Primo Piano