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martedì, 22 Settembre 2020

Portas, il Mino Raiola della politica torinese

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Scritto da Angelo Giordano
Nei democratici, dicono, ormai sia al culmine l’insofferenza verso l’alleato Giacomo Mimmo Portas, leader dei Moderati. Specie da quando questa “alleanza” è diventata nel tempo, sempre di più una sorta di campagna trasferimenti dal Partito Democratico.
Quale sia diventato il valore aggiunto di questa forza politica è ormai diventata una domanda frequente tra gli addetti ai lavori. Ma analizziamo la questione, magari facendo qualche conto della serva qua e la, .
Mentre prima era una forza che “drenava” prevalentemente al centrodestra, con gli anni ha sempre di più rosicchiato all’amico alleato PD.
In primis il “padre padrone”, Mimmo Portas, che non ha risparmiato di criticare spesso e volentieri i Dem, considerandoli come un soggetto politico interlocutore, per poi riparare a Canossa quando si è presentato per la Camera dei Deputati.
Infatti, Portas è un deputato a tutti gli effetti del PD da due legislature, eletto il 4 marzo scorso nel listino super blindato. Insomma a Roma PD, a Torino Moderati.
La sua fedelissima è Carlotta Salerno, presidente della Circoscrizione 6, ma anche ex assessore a Moncalieri. È la pupilla di Portas visto che la candida ovunque e per qualunque cosa.
Soprannominata “la clava di Mimmo” (onestamente definizione non elegante per una signora), perché pare che Portas usi la candidatura di Salerno ad ogni tavolo di trattativa. Così, per alzare il prezzo. Epocale quando suo malgrado venne buttata nella mischia per le primarie nazionali del PD.
Risultato: forti dichiarazioni sul battere Matteo Renzi, per poi, nella medesima intervista, alla domanda del giornalista «come è nata questa idea?», senza battere ciglio ammettere «è stato Portas a pensarci…» Stupore…
In Regione Piemonte c’è Giovanni Maria Ferraris,  considerato dai soliti maligni un “non proprio brillante” assessore della giunta Chiamparino. Lo stesso Sergio Chiamparino nell’ultimo mandato da sindaco di Torino se lo trovò candidato contro, di Forza Italia, e con questa forza politica eletto all’opposizione, fino a diventare presidente del Consiglio Comunale di maggioranza, appunto con i Moderati. Nello stesso mandato.
Idem fu la memore elezione di Giuliana Tedesco prima nelle fila del PD, per poi ritrovarsi assessore per i Moderati ovviamente.
Tralasciando ciò che accade nei comuni limitrofi, su Torino città, circa il 20% dei consiglieri di circoscrizione dei Moderati provengono dal PD. In Consiglio metropolitano, il neo moderato Silvio Magliano, ex centrodestra, è stato eletto grazie al voto “pesante” e prezioso del consigliere comunale (PD), Claudio Lubatti, rischiando di non fare eleggere l’altra candidata PD in campo, Monica Canalis che si aspettava il voto del collega Dem.
A Magliano va comunque riconosciuto il gran lavoro che fa in Sala Rossa da consigliere comunale, dove è diventato la cassa di risonanza dei problemi reali e quotidiani dei cittadini.
Per quanto riguarda “i numeri”, se Atene piange (il PD) di certo Sparta non ride. Su Torino, Portas è premiato con due presidenze di Circoscrizione su otto a disposizione del centrosinistra, nelle amministrative del 2016 si è trovato con il 5,94%, dal 9,06% del 2011 (forse un calo in termini percentuali più ampio di quello del PD stesso) e la neonata semisconosciuta Lista Civica di Mario Giaccone al 4,15%.
La lista “Progetto Torino” del già Assessore Gianguido Passoni ha incassato un non male 2,02%. Nelle ultime elezioni regionali, nel 2014, i Moderatori presero su Torino il 3,70%.
Insomma vista la storia e i precedenti forse il PD dovrebbe avere il coraggio di mettere in discussione l’alleanza con un partito che finora ha spesso pescato tra i “trombati” del Pd o tra i delusi del PD.
Un modus operandi che va avanti se è vero che Antonio Boccuzzi potrebbe essere il prossimo ad arrivare alla corte di Portas.
L’operaio Thyssen, candidato in posizione sfavorevole nel listino del Senato nelle ultime elezioni politiche, dopo però due legislature in Parlamento grazie al PD, ovviamente ha pensato di prendersela con i democratici e non con chi, nel PD, ne ha occupato un posto in Parlamento blindato.
Non c’è che dire Portas dunque non è certo uno sprovveduto. Anzi. È il re del mercato della politica torinese. Un vero e proprio Mino Raiola. “Venghino signori venghino, il mercato è ancora aperto”.

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