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domenica, 26 Giugno 2022

L'informazione in Italia: tra calo delle vendite dei quotidiani e nuovi strumenti digitali

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Il “Rapporto sulla comunicazione 2017” del Censis dipinge il quadro di un mondo dell’informazione in rapido mutamento: i quotidiani, un tempo considerati la più importante, affidabile e completa fonte di informazioni, vivono una fase discendente, registrando un netto calo delle copie distribuite, mentre a crescere esponenzialmente è la quota di chi dichiara di informarsi sul web e, più precisamente, attraverso i social network.
Stando ai dati contenuti nel rapporto del Censis, gli italiani che si informano regolarmente sfogliando le pagine di un quotidiano oggi ammontano solo al 14,2% della popolazione. La percentuale sale al 35,8% quando si amplia la platea considerata a chi consulta giornali o riviste almeno una volta settimana, ma crolla tra i più giovani, dove non raggiunge il 6%.
Le difficoltà del settore appaiono ancora più chiare quando si considerano i numeri relativi alle copie distribuite mediamente negli ultimi dieci anni. Secondo i dati FIEG (Federazione Italiana Editori di Giornali), nel 2005 il numero delle copie diffuse ammontava, mediamente, ad oltre 5.460.000. Nel 2016, il numero era sceso del 50%, attestandosi sulle 2.630.00 copie.
A dispetto delle attese, la fuga degli italiani dalla carta stampata non si è tradotta in un altrettanto decisa crescita degli utenti dei portali di news online. A consultare la versione web dei più importanti quotidiani nazionali è solo il 10% della popolazione adulta, contro un 60,6% di italiani che si informano regolarmente seguendo i telegiornali e, soprattutto, contro un sorprendente 35% che dichiara di scegliere Facebook come principale canale di informazione.
Il crescente potere dei social network come canale mediatico rappresenta una delle principali concause del declino dell’informazione cartacea: smartphone e tablet hanno reso pratica ed immediata la consultazione delle principali piattaforme di social networking, rendendo sempre più veloce ed interattiva la fruizione delle notizie.
Se da un lato Facebook e altri grandi big player del settore hanno reso sempre più semplice l’accesso a dati e informazioni, come pure il confronto e lo scambio di opinioni, dall’altro hanno alimentato fenomeni dai risvolti preoccupanti, come quello delle fake news e della diffusione virale di contenuti falsi e tendenziosi, nati allo scopo di monetizzare sui click degli utenti della rete oppure di influenzarne la visione politica.
Basti pensare che, nel 2017, ben 1 italiano su 2 avrebbe dato credito, almeno in un’occasione, ad una bufala.
Il mondo del giornalismo italiano si trova quindi a fare i conti con una crescente disaffezione del pubblico, da un lato, e con la feroce concorrenza dei nuovi media dall’altro.
Una prima risposta alle nuove richieste del mercato è arrivata con la digitalizzazione dell’edizione cartacea dei quotidiani, da diversi anni proposti anche in versione PDF (oppure in formati simili) ottimizzata per la visualizzazione sullo schermo del computer, oppure su quello del tablet o dello smartphone.
Il successo riscontrato dalle copie digitali dei quotidiani è stato buono, nonostante le vendite in Italia non siano mai davvero decollate. A complicare la vita degli editori ci ha pensato anche il fenomeno della pirateria online, che ha contribuito ad assottigliare ulteriormente le vendite diffondendo gratuitamente le copie di riviste e giornali, almeno fino all’imponente operazione della Guardia di Finanza che, nel febbraio scorso, portava al sequestro di circa 50 siti web responsabili della distribuzione di contenuti illeciti.
A promettere di portare nuova linfa al settore del giornalismo è il successo di strumenti innovativi, che offrono la possibilità di consultare tutti i giornali online sottoscrivendo abbonamenti digitali multipli.
Professionisti ed aziende hanno la possibilità di accedere a tutte le notizie ed i contenuti del giorno, sfogliando la versione digitale dei vari quotidiani attraverso un’unica interfaccia web. Il vantaggio principale di questi sistemi sta nella possibilità di avvalersi di funzioni altrimenti inaccessibili, come quella di effettuare una ricerca per termini chiave all’interno di tutte le pagine dei giornali oppure quella di attivare avvisi automatici che segnalano la pubblicazione di notizie contrassegnate come di interesse.
I nuovi sfogliatori online offrono anche chiari indizi sulla direzione che le redazioni dovranno intraprendere nel prossimo futuro per valorizzare la loro edizione online.
Offrire agli utenti la possibilità di personalizzare i contenuti visualizzati sulla base dei propri interessi personali o professionali rappresenta senza dubbio una delle innovazioni chiave per le testate online.
I ridotti margini di guadagno garantiti dall’advertising online, sempre più spesso, faticano a coprire i costi di una vera redazione di professionisti. La soluzione a questa problematica potrebbe consistere nell’adozione di un modello simile a quello statunitense, dove ormai il 75% dei quotidiani online consente il libero accesso a tutti i propri contenuti solo agli utenti che sottoscrivono un apposito abbonamento.
Le testate giornalistiche italiane che hanno scelto di sperimentare questa formula per non rinunciare alla qualità del proprio lavoro sono ancora poco numerose, ma i risultati sinora raggiunti lasciano ben sperare per il futuro: il Corriere.it, a solamente un mese dal lancio della nuova modalità di abbonamento al portale online, nel febbraio del 2016 raccoglieva i primi frutti dell’iniziativa, annunciando di aver superato le 26mila sottoscrizioni.

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