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lunedì, 27 Maggio 2024

La seconda giornata torinese del candidato per caso Padoan

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Pier Carlo Padoan è indiscutibilmente un figura di grande livello. In primis per la sua competenza economica e poi per le sue solide relazioni con le cancellerie di tutta Europa. Però diciamo che una cosa non gli viene particolarmente bene: fare il candidato.
Oggi è stata la sua seconda incursione torinese in versione capolista nel collegio plurinominale Piemonte 1 per la Camera dei Deputati. E, come la volta scorsa, non si è potuto non notare una quasi estraneità dai riti e dalle cerimonie di partito. Tra uno sguardo perplesso rivolto a un segretario regionale più incline al cerimoniale ossequioso che alla politica, si è trovato calato sul livello locale che non è proprio il suo pane.
Il buon Ministro delle casse pubbliche è persona molto stimata, indenne alle numerose baruffe renziane di questi anni e in questa legislatura ha fatto il suo – e non è poco – in anni particolarmente difficili dal punto di vista economico. E i risultati gli riconoscono i meriti. Stamattina dopo una riunione a porte chiuse con i rappresentanti sindacali confederali regionali e provinciali di CGIL CISL e UIL, avvenuta nella sede del Partito Democratico di Torino, Padoan pare sia stato convincente con la sua versione accademica (ma reale) “di una crisi da cui stiamo uscendo e i segnali ce lo confermano”, almeno secondo la voce di alcuni partecipanti.
A seguire c’è stata la conferenza stampa in cui ha mostrato nuovamente l’estraneità ai riti elettorali, riuscendo a dire – solo dopo una domanda precisa – qualcosa “sul locale”: Embraco, caso particolarmente caldo per la politica e le Istituzioni nostrane.
«Siamo pronti a esplorare ogni strategia che preveda l’utilizzo sia di fondi regionali sia di risorse nazionali. Non ne abbiamo ancora parlato, ma sono d’accordo con Chiamparino». Così ha risposto Padoan ai giornalisti presenti per poi precisare «dobbiamo usare in modo intelligente le risorse nell’ambito del mercato interno», frase che suona come un avvertimento a facili disponibilità di intervento pubblico avanzato dalla Regione Piemonte. Conclusa la conferenza stampa è corso per un frugale aperitivo, organizzato da Stefano Lo Russo (nella duplice veste di docente e capogruppo del Pd in Sala Rossa) allo “Snodo”, locale all’interno delle OGR. Ad attenderlo il neo rettore del Politecnico Guido Saracco e il suo predecessore Marco Gilli, accompagnati da una pattuglia di professori del prestigioso ateneo sabaudo. A seguire, sono bastati pochi passi per andare alla terza tappa della giornata torinese: la sede di GM a Torino.
Qui ha visitato gli spazi inseriti nella grande Cittadella Politecnica, luogo strategico per il gruppo americano tanto che pare intenda promuoverla a sede europea del gruppo automobilistico americano. E qui ha fatto la sua apparizione anche il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino.
Il pranzo è avvenuto all’interno del Collegio degli Artiginelli, al bistro Etiko, spazio molto caro alla sinistra sociale cittadina. Nel pomeriggio, proseguirà il suo tour de force torinese, allo spazio Copernico di corso Valdocco dove incontrerà i vertici locali di Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Api. Tutti appuntamenti rigorosamente a porte chiuse: la prudenza, in tempi incerti per la politica, non è mai troppa e al Pd è stato preteso un profilo basso e discreto per tutti gli incontri. Quindi, con buona pace di tutti i candidati, che avrebbero anche gradito un po’ di passerella a favore di flash, si sono dati alla macchia preferendo il proprio collegio elettorale.
E per concludere ci sarà un aperitivo con i notabili della città all’NH Hotel di corso Vittorio Emanuele II: professionisti e blasonati dell’economia subalpina si ritroveranno con un flûte di prosecco al cospetto di uno dei migliori Ministri dell’economia del nostro Paese, catapultato sì, ma in una campagna elettorale vissuta da marziano.

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