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sabato, 25 Maggio 2024

La direttrice Camarda: “Evento per invitare alla cultura. Venite e lasciatevi travolgere”

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

In vista della quarta edizione di Metti in Piazza la Cultura, in programma a Palazzo Carignano nel week-end 27/28 maggio, la direttrice della kermesse Marzia Camarda racconta propositi, suggestioni e idee che hanno ispirato l’iniziativa.

Quali sono le novità dell’edizione di quest’anno?

Anzitutto, sono tantissime. Abbiamo 60 eventi e 300 ospiti in due giorni. Il tema di quest’anno è l’energia, in tutte le sue forme: cinetica, creativa, interiore spirituale. Inoltre sono aumentati i partner culturali e istituzionali e a noi si sono unite le Lavanderie a Vapore, il Museo del Risorgimento, il Teatro Ragazzi e Giovani e tanti altri ancora.

Con che propositi arrivate a questa edizione?

Con la voglia di esplorare i luoghi, riempiendoli di un contenuti diversi. Anche per questo abbiamo performance sempre nuove: una di tango nel foyer del Teatro Carignano, un’esposizione di dipinti dell’artista contemporaneo Roberto di Marchi che raccontano il tema della Genesi, il tema che più di tutti rappresenta l’energia creativa con la nascita dell’universo. C’è poi un incontro al Circolo dei Lettori tra uno scrittore e un astrofisico, in cui parleranno di come l’energia creativa e la tecnologia hanno cambiato il mondo. Grazie alla partnership con il Conservatorio di Torino, poi, avremo l’esibizione di un’orchestra di 50 elementi, sempre a Palazzo Carignano, e un concerto di dodici sassofoni.

I numeri sono più alti rispetto al passato

Si, ed è una grandissima soddisfazione, dato che il festival ora comincia a essere conosciuto e sono le istituzioni stesse che ci cercano per partecipare. Il festival è nato come uno strumento di incontro per un pubblico non abituato a entrare nei teatri e negli auditorium. Questo è ottimo, anche perché il problema delle istituzioni culturali riguarda le persone che normalmente non si interessano a questi temi e questo evento è strategico proprio dal punto di vista della creazione di nuovi pubblici. Vogliamo che le persone vengano e si lascino stimolare e travolgere da questa, a sperimentare cos’è la cultura.

In questa edizione il festival si svolge in contemporanea anche ad Alba.

Si: in contemporanea a Torino faremoaltri eventi ad Alba, oltre ad aver iniziato una collaborazione con Settimo Torinese e Nichelino, che sono interessati a portare alcuni elementi del festival nelle loro piazze. Abbiano creato una piattaforma utile per le istituzioni culturali non sono in modo verticale, ma anche orizzontale. In questo modo anche i territori si mettono in collegamento: vogliamo creare una rete vera e propria, cosa che viene fatta non solo con le parole, ma anche con quello che i vari soggetti fanno insieme.

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