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mercoledì, 22 Maggio 2024

Ius Soli, si può andare contro “lo spirito del tempo”

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di Fabio Malagnino*

Sono di nuovo giorni caldi di dibattito sul tema immigrazione e sicurezza grazie alla discussione folle — l’ennesima — intorno all’approvazione dello Ius Soli.

Una legge quantomai necessaria nel nostro Paese, “temperata”, rispetto a quanto avviene in altri Paesi d’Europa, ma affossata per motivi di basso cabotaggio e di vili ricatti politici in quanto, si legge, “non conforme allo spirito del tempo” che aleggia in Italia.

Ma cos’è questo spirito del tempo?

Le urla social xenofobe di Salvini, i titoli di Libero sulla “cittadinanza concessa agli stupratori”, il doppiogiochismo a Cinque Stelle, il moderatismo di un tempo andato di Alfano che ricorda le battaglie di retroguardia su divorzio e aborto e, purtroppo, le timidezze di un Partito Democratico che, al posto di portare avanti una battaglia vera, di civiltà prima ancora che di sinistra, si perde in questioni spicciole di opportunità e tatticismo.

Ancora una volta è Graziano Del Rio, nella migliore tradizione della sinistra cattolica, a porre un punto fermo definendo il rinvio “un atto di paura grave”.

Anche solo per una questione di politica economica, lo Ius soli andrebbe approvato in fretta.

Le stime ci dicono che entro il 2050 ci saranno 115 milioni di persone in età lavorativa in meno in tutta Europa. Bene fa perciò Romano Prodi a richiamare il tema della sostenibilità economica del nostro welfare.

Ma vederla così è sicuramente riduttivo, perché questa legge è innanzitutto un tema di civiltà: un partito di sinistra, di governo, come (vuole essere) il PD dovrebbe spiegare il senso del provvedimento in maniera aperta e coraggiosa e non inseguire i due punti percentuali dell’ultimo sondaggio che soffiano sulla paura di perdita di poltrona di qualche big.

Le politiche di Minniti stanno dando i loro frutti dal punto di vista dei numeri. Giustissimo. Persino il Papa sembra condividere in parte questa linea, anche se dalle sue parole traspare una critica non troppo velata sulle politiche europee in tema di migranti.

Purtroppo alcuni eccessi linguistici hanno sdoganato anche nel Pd una strisciante vena sicur-legalitaria che a tratti sfocia nel para-leghismo, nel tentativo sciocco di risultare “più realisti del re”, con il ridicolo obiettivo di guadagnare il favore di colui che è considerato — a ragione — una delle figure emergenti nel panorama politico nazionale.

Una sinistra che nel suo corpaccione, come lo si definiva una volta, sdogana parole e logiche di destra rende un pessimo servizio — questo sì — alla “tenuta democratica” del Paese.

Perciò è quanto mai necessario accompagnare la parola solidarietà alla parola sicurezza, rivedere il trattato di Dublino, aprire i corridoi umanitari e una nuova via di accesso legale, controllata, in Europa. Oltre, naturalmente, all’approvazione dello ius soli.

Ma prima di ogni altra cosa, è necessario chiedere il rispetto ferreo dei diritti umani in Libia. Le stesse istituzioni europee dichiarano di avere ben chiaro cosa stia succedendo laggiù. Sono le stesse parole che quelli della mia generazione hanno sentito su Bosnia e Srebrenica. Sappiamo poi come è andata a finire.

Non vorrei vedere, fra qualche anno, i nostri figli in viaggio studio in quelle zone per scoprire i contorni di una tragedia conosciuta da tutti.

Contro lo spirito del tempo si possono fare anche piccole azioni quotidiane, anche nel Pd. È il caso di un incontro molto partecipato da cittadini comuni e — va detto — per niente dalla dirigenza, che si è svolto giovedì 14 settembre alla Festa de L’Unità di Torino.

Grazie all’intelligenza di uno straordinario gruppo di donne (ah come girerebbe meglio il mondo se ci fossero più donne a decidere) è nato un dibattito su Ius soli, accoglienza, inclusione che ha visto la presenza di voci autorevoli e preparate, tra cui il presidente della ong Legis Jasmin Redzepi, che è stata una vera boccata d’ossigeno in un mare di tossine immesse nell’opinione pubblica.

Perciò avanti così, lo spirito del tempo non è ineluttabile.

*assemblea nazionale Pd

 

Fonti per chi volesse approfondire (grazie Eloisa)

– Exit West di Mohsin Hamid, Einaudi

– La grande cecità di Amitav Gosh, Neri Pozza

– Libertà di migrare di Valerio Calzolaio e Telmo Pievani, Einaudi

– Vergogna ed esclusione di Umberto Curi, Castelvecchi

– Erano solo ragazzi in cammino di Dave Eggers, Mondadori

– Esodo di Domenico Quirico, Neri Pozza

– A Calais di Emmanuel Carrere, Adelphi

– Ecoprofughi di Valerio Calzolaio, Nda Press

– La lunga attesa dei minori non accompagnati Zandonini Open Migration (Leggi qui)

– Minori stranieri cittadini di domani Colmegna Open Migration (Leggi qui)

– Msf Ventimiglia minori (Leggi qui)

– La macchina del dolore (Leggi qui)

– Protocollo micro accoglienza val di Susa (Leggi qui)

– Casa Warsan Shire (Leggi qui)

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