di Moreno D’Angelo
«Chiederemo all’assessore Guido Montanari di effettuare un sopralluogo per i Consiglieri comunali e di circoscrizione nei locali della Cavallerizza occupata per vedere se c’è realmente stato un suo uso civico da parte di coloro che occupano. Questa mozione di indirizzo potrebbe creare un pericoloso precedente, inoltre non si capisce quali altri soggetti o scelte vi siano, come ha riferito il consigliere comunale Damiano Carretto in Commissione». E’ questa la reazione di Thomas Ponte, capogruppo Pd della Circoscrizione 1, a quanto discusso oggi in Commissione consiliare aprendo la strada all’assegnazione a dei privati della Cavallerizza Reale che sarà presto oggetto di voto in Sala Rossa. Di fatto viene così ufficialmente e pienamente riconosciuto il ruolo e le iniziative di coloro che dal 2014 occupano lo spazio come “Assemblea Cavallerizza 14:45”.
In modo chiaro e dettagliato infatti la mozione invita la Giunta a sostenere il percorso di quella che viene definito come “autonormazione civica”. All’assemblea Cavallerizza è stato richiesto entro tre mesi di presentare una proposta sull’uso civico dell’intera struttura.
«Per la ex Cavallerizza Reale la precedente Amministrazione si era limitata a varare un progetto, essenzialmente, di valorizzazione immobiliare. La Giunta Appendino ha inteso ribaltare quella concezione, aprendo un processo di partecipazione e costruendo un dialogo con la cittadinanza per un utilizzo civico del compendio settecentesco», è l’entusiastico commento del vicesindaco Guido Montanari, che evidenzia: «Si è così avviato un processo per fare della Cavallerizza un hub culturale dedicato alle arti performative, alla ricerca e alla sperimentazione, rivolto prevalentemente ai giovani. L’obiettivo è quello non solo di restaurare il bene secondo le indicazioni della Soprintendenza ma anche instaurare un processo di fruizione e gestione pubblica innovativo». Al coro gaudente si unisce Damiano Carretto, presidente della Commissione Urbanistica «La mozione riconosce il valore culturale di quanto è stato fatto in questi anni dai cittadini all’interno della Cavallerizza Reale».
Dal Teatro Stabile il direttore Filippo Fonsatti commenta: «Non siamo né sorpresi, né delusi. Ci troviamo di fronte a un nuovo modello di gestione che non ha precedenti a Torino, non essendoci esperienze pregresse di questo tipo. Restiamo sereni e pronti a collaborare, con rispetto per chi con passione ha gestito questo spazio». Fonsatti con tono quanto mai pacato aggiunge: «Permane la piena disponibilità a dialogo e collaborazione con qualsiasi realtà incaricata dalla Città ma, come soggetto pubblico (socio di maggioranza la Città di Torino), abbiamo l’obbligo a dialogare con realtà che siano riconosciute e legittimate dalla Città».
Fonsatti conclude con una vena di ottimismo: «Potremmo volentieri riprendere la gestione dello spazio, ma se la Città decide una linea diversa non possiamo certo muoverci in contrasto ad essa. Attendiamo gli eventi».
Insomma c’è molto interesse per il permanere di un originale e coinvolgente laboratorio di idee e iniziative nella storica Cavallerizza ma vi è anche chi ha lanciato l’allarme per la possibile perdita di ben 4 milioni di fondi Cipe, ottenuti dalla precedente amministrazione, sulla base di un protocollo d’intesa tra Città. Regione, Cassa Depositi e Prestiti e istituzioni culturali torinesi, che prevedeva un percorso di sviluppo per la storica area. Fondi per l’arte e la cultura per restauri e interventi nei Musei reali torinesi che però non possono riguardare soggetti privati. E l’assemblea occupate di fatto è un privato.





