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venerdì, 24 Maggio 2024

Il Pd torinese riparte dal 30 per cento. Carretta e Mazza: “Ora pensiamo al 2021”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Il Partito Democratico torinese guarda al futuro con ottimismo. Infatti, nonostante la sconfitta subita a livello regionale le elezioni di domenica scorsa ha invece fatto registrare un risultato pari al 30 per cento a Torino città. «Spunti positivi dai quali tutto il centrosinistra dovrà ripartire» commentano dalla Federazione Metropolitana il segretario Mimmo Carretta e il Responsabile organizzativo Saverio Mazza tralasciando la riflessione sulla mancata riconferma della Regione Piemonte discussione che presto dovrà essere necessariamente avviata con serenità nelle sedi opportune».

«Il Pd è primo Partito in Città superando il 30%, un dato che fa ben sperare per il futuro, anche se siamo consapevoli vada consolidato da una parte e ampliato nel contempo» proseguono Carretta e Mazza esprimendo soddisfazione «per il risultato ottenuto dai candidati nella lista provinciale Pd che esprimerà sei consiglieri regionali su nove nella futura composizione dell’assemblea regionale piemontese. I nostri ringraziamenti nonché i complimenti, inoltre, vanno a tutti i candidati della lista, i quali hanno dimostrato tenacia, passione e radicamento. Mauro Salizzoni, Daniele Valle, Monica Canalis, Alberto Avetta, Raffaele Gallo e Diego Sarno. I primi quattro sono stati i più votati in tutta la Regione».

Conclusa questa tornata elettorale l’obbiettivo per il Pd torinese sono ora le amministrative del 2021 per rubare le chiavi di Palazzo di città a Chiara Appendino: «La campagna elettorale per le Amministrative 2021, per quanto ci riguarda, è appena iniziata. Come Federazione Metropolitana, abbiamo deciso di dedicare tutta la prossima Festa de l’Unità alla programmazione del futuro. perché il futuro è oggi, e bisogna parlare di priorità, programmi, progetti per il nostro territorio. Una riflessione non solo, però, finalizzata agli appuntamenti elettorali ma indirizzata a programmare il nostro domani, come vari pezzi di un puzzle che andranno a comporre la Torino dei prossimi decenni».

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