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lunedì, 27 Maggio 2024

Il delitto di Roberta Ragusa, la figlia Alessia in tv e il giornalismo senza etica

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Informazione-spettacolo e cronaca nera: il giornalista del Corriere della sera e scrittore (ultimo libro “Morte di un detective a Ostiense e altri delitti”) Fabrizio Peronaci lancia un appello agli avvocati e al mondo dell’informazione.

Alessia Ragusa, figlia della sventurata Roberta, finisce nel tritacarne mediatico (sollecitata dagli avvocati di suo padre, che mirano a strumentalizzarla per chiedere la revisione del processo) e, come prevedibile alla sua età, non coglie le immense implicazioni emotive e psicologiche del suo comportamento.
La ragazza va in tv e, truccatissima, bellissima, manipolabissima, dichiara, sotto i flash delle telecamere, di essere contenta che suo padre Antonio (in carcere) sposi la sua baby sitter, Sara.
La stessa che era in casa ad aiutare mamma quando lei era piccola. La stessa che, secondo i tre gradi di giudizio che hanno condannato suo padre per omicidio e occultamento di cadavere, ha rappresentato di fatto il movente: Roberta, sua mamma, è morta ammazzata perché ostacolava il rapporto tra suo marito e l’amante, Sara. E il corpo è stato fatto sparire. E ancora non si trova. Questo hanno deciso i giudici, in nome del popolo italiano, in via definitiva. E non è una barzelletta: la vittima potrebbe essere stata sciolta nell’acido, carbonizzata, buttata con un sasso al collo in fondo a un fiume.
Una storia da brividi, non una soap opera. Però adesso lei, Alessia, che ha già vinto un concorso da Miss e vuole entrare nel mondo dello spettacolo, è contenta che suo babbo sposi Sara… Il che significa che non tornerà, mamma Roberta, se la logica ha un senso. E allora il babbo, quando diceva che secondo lui era andata a fare una passeggiata in pigiama, forse non era così sicuro…Che maledetto intrico, la storia di Roberta Ragusa, la più sventurata e oltraggiata delle donne. Per capovolgere una sentenza che ha condannato l’ennesimo maschio italiano per femminicidio, non si esita a irretire (con grande spregiudicatezza) una ragazzina ovviamente spaesata, confusa, dilaniata nel profondo.
Che chissà quali conseguenze potrà subire, in futuro, da questa esposizione mediatica morbosa e insensibile. Agli avvocati di Antonio Logli chiedo: fermatevi, abbiate pietà di Alessia, che ha perso sua madre.E ai colleghi giornalisti e ai conduttori sommessamente dico: non ci prestiamo a giochi ambigui, che con l’etica e la giustizia hanno poco a che vedere. Fermiamo la ruota, perdiamo un giro, teniamo fuori i figli di Roberta dal circo. Solo così salveremo la nostra dignità e l’onorabilità di una professione.

Tratto dal Gruppo Fb Giornalismo investigativo by Fabrizio Peronaci

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