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domenica, 9 Maggio 2021

Il Covid chiude i Casinò della Svizzera

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Così come accaduto in Italia, anche i casino della Svizzera, da novembre in poi, hanno deciso di chiudere nel pieno rispetto delle misure contenitive come prevenzione al Covid-19. Sono diversi, infatti, i cantoni che hanno scelto di procedere autonomamente nel paese elvetico, tra cui quelli di Vallese, Neuchatel, Ginevra, Friburgo, Giura e Vaud oltre quello di Berna che, in più rispetto agli altri precedentemente elencati ha scelto di chiudere anche le sale gioco contestualmente al casinò fino a nuovo ordine.

La scelta di chiudere i casinò, secondo normativa federale, è stata demandata ai singoli Cantoni, motivo per cui tutto lo scenario ha deciso di muoversi in modo omogeneo, nonostante i cantoni ticinesi siano rimasti gli unici ad operare secondo proprie disposizioni, oltre a quelli di Baden, Basilea, Lucerna, Locarno, Lugano e Mendrisio; con orari normali anche i casinò di Davos, capitolo a parte St. Moritz, che da regolamentazione interna prevede chiusura stagionale fino al 3 dicembre 2020. Altri casinò rimasti aperti quelli di San Gallo, Sciaffusa, Bad Ragaz, Zurigo e Pfaffikon, motivo per cui, in sostanza, chiunque volesse giocare in Svizzera per farlo è bene che si documenti per capire quali siano effettivamente i centri aperti dove poter accedere, informandosi sugli orari e sulle caratteristiche di ingresso in tali strutture evitando di incappare in spiacevoli inconvenienti.

L’ultimo aggiornamento in merito a questo argomento risale al 12 marzo, quando il Consiglio federale svizzero ha aperto le consultazioni relativamente alla seconda fase di riapertura. Di fatto, dal 22 marzo è stata concessa la piena legalità e autorizzazione di manifestazioni in presenza di pubblico, gli incontri privati in casa con 10 persone e le attività sportive e culturali in gruppo sempre nel pieno rispetto delle disposizioni di riferimento e, vista la fragilità della situazione epidemiologica, il Consiglio federale non ha ancora stabilito quando e in che forma si potrà eventualmente procedere a una terza fase di riapertura.

La prima proposta del Collegio governativo è stata di limitare a 150 il numero massimo di partecipanti ad eventi all’aperto, 50 per eventi al chiuso come cinema e teatri, con una distanza di sicurezza di 1,5 metri tra uno spettatore e l’altro, in caso di cinema più facilmente mantenendo una distanza di un sediolino tra spettatori. Ovviamente vietate le consumazioni ed evitati gli intervalli per non incappare in assembramenti o contatti non a norma.

Con la seconda fase di riapertura, il numero di partecipanti consentito in caso di eventi privati e manifestazioni è stato portato a un massimo di 15 persone: situazioni come ad esempio visite guidate ai musei, riunioni di associazioni o eventi ricreativi e di tempo libero.

Da poche settimane e sotto osservazione la possibilità di riapertura di terrazze, bar e ristoranti. Per questo discorso si è stabilito l’obbligo di consumare stando seduti, indossando rigorosamente la mascherina fino alla consegna delle vivande, raggiungendo un numero massimo al tavolo di 4 persone, sempre rispettando l’obbligo di distanza sociale di sicurezza di 1,5 metri tra i tavoli. Riguardo le attività chiuse, lo stato ha garantito pieno sostegno finanziario, a prescindere da aperture di terrazze o meno.

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