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lunedì, 27 Maggio 2024

Gli “orlandiani” uniscono le forze per un Pd che scelga Pisapia e non Berlusconi

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

di Andrea Doi

Mattinata importante a Roma, alla Camera dei Deputati, dove si sono incontrati i coordinatori nazionali che hanno seguito nelle primarie Andrea Orlando con il ministro della Giustizia. Sul tavolo la nascita di un vero e proprio movimento all’interno del Partito Democratico che raccoglie più del 30 per cento degli iscritti piemontesi e che avrà come obbiettivo il superamento delle microcorrenti presenti nei democratici.
Tra i coordinatori anche quelli piemontesi rappresentati da Enzo Lavolta. Presenti anche i deputati Andrea Giorgis, Anna Rossomando e il senatore Daniele Borioli. Un movimento aperto che raccoglierà a sé oltre agli orlandiani anche gli ex Giovani Turchi, area Dem, i lettiani, l’area Cuperlo e la Retedem di Lo Giudice.
Un movimento, come ha più volte rimarcato Enzo Lavolta, «che deve avere un respiro lungo e che non viva soltanto in funzione delle prossime elezioni politiche, un luogo di produzione di pensiero e di iniziativa politica», non solo, che ricordi al partito che deve parlare con la società oltre che della società, un movimento che riporti il partito a discutere di ambiente e lavoro, ma soprattutto che crei un’asse e un’alleanza credibile con Pisapia, scongiurando alleanze precarie con il centro destra e Silvio Berlusconi.

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