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domenica, 19 Maggio 2024

La polizia penitenziaria per la prima volta a Palazzo di Città incontra il presidente del Consiglio Versaci

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

di Moreno D’Angelo

C’era molta soddisfazione e curiosità nel gruppo di agenti della Polizia Penitenziaria della Casa circondariale Lorusso e Cotugno che ha visitato il Palazzo municipale e che è stato ricevuto in Sala Rossa dal Presidente del Consiglio comunale Fabio Verasaci.
Si tratta della prima volta che si registra un simile invito hanno ricordato gli agenti. Un’iniziativa che è partita dal Garante per i detenuti di Torino Monica Cristina Gallo che recentemente, ha in modo significativo, presentato proprio in carcere la relazione annuale sull’attività della Garante con la conferenza dei capigruppo consiliari.
Il presidente Versaci ha manifestato la volontà di mantenere viva l’attenzione alla realtà penitenziaria con ulteriori visite e iniziative. Anche la delegazione degli agenti penitenziari ha parlato della necessità di estendere la collaborazione tra istituzioni con nuovi progetti volti a riqualificare la vita del carcere, sia sul versante del personale che su quello dei detenuti.
Non vi sono stati protocolli da firmare ma le parti si sono impegnate a organizzare presso il carcere un torneo triangolare di calcio con squadre formate da agenti, detenuti e Consiglieri comunali. L’attenzione, il dialogo e il decantato rinnovamento partono anche dal ritrovarsi in pantaloncini come giocatori a decidere chi tira una punizione dimenticando per i ruoli di ciascuno. Per non parlare di quanto siano importanti questi momenti per chi è costretto a vivere dentro una cella e anche per gli agenti che condividono quotidianamente questa dura dimensione. Un ulteriore segno dell’impegno propositivo della Garante Monica Cristina Gallo verso una realtà carica di problemi e speranze tra domanda di umanità di rinnovamento e carenze strutturali.

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