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lunedì, 27 Maggio 2024

Gioco, le mosse dei governi europei in tempi di crisi

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Al riordino del gioco, ai sostegni e ai finanziamenti per far ripartire l’intero settore, tantissimi Governi in giro per il mondo hanno risposto invece con una legislazione invasiva e proibitiva, tanto nei confronti del Covid 19 quanto del gioco stesso. 

A pagare lo scotto più pesante, in Italia come all’estero, sono tutti i più grandi brand, che stanno provando adesso a ritirare su la testa, tornando agli standard cui erano abituati. Il problema è che, un po’ ovunque, per contrastare il virus si è pensato solamente di chiudere. Dalle autorità cinesi che hanno chiuso per 15 giorni i casinò di Macao a quelle australiane, che hanno chiuso tutte le loro attività fino alla fine del 2021. 

Un episodio interessante è quanto accaduto in ambienti anglosassoni, precisamente nel Regno Unito. Qui gli operatori hanno messo in campo una azione normativa del tutto nuova e inaspettata, proprio per la sua componente principale: la volontarietà. Senza obblighi alcuni, infatti, i membri del Betting and gaming council, il massimo organismo di gioco britannico, hanno accettato di cancellare tutta la pubblicità di gioco d’azzardo che andava in onda su Tv e radio, per il periodo di sei settimane previsto dal lockdown da Covid 19. Un accordo che segue la UK Advertising Standars Authority e il Committee Of Advertising Practice, che avevano messo sotto controllo la pubblicità di gambling durante il periodo di chiusura. 

Stessa iniziativa volontaria che si è registrata nei Paesi Bassi. Qui la Vnlok, l’associazione di fornitori di gioco autorizzati, ha accettato un codice pubblicitario in cui si leggeva, tra gli obiettivi, quello di proteggere i gruppi vulnerabili, vietando ai minori di 24 anni i bonus, limitandone tra l’altro a 250 euro. 

Guardando in giro per l’Europa, invece, la politica della Svezia mirava soprattutto a proteggere i giocatori da perdite ingenti, politica adottata con successo nel nostro paese dal brand nordico StarCasino, mentre in Finlandia è stato approvato un Lottery Act, che stabiliva controlli più severi e garanzie per il Veikkaus, ovvero il monopolio statale. Mossa importante quella del Belgio, invece, che ha introdotto limiti di perdita obbligatori, e quella della Spagna che aveva imposto restrizioni temporanee alla pubblicità del gioco d’azzardo dalle ore 1 alle  5 del mattino fino a giugno 2020. 

Il problema di queste norme, però, è che se da un lato miravano a salvaguardare il giocatore, dall’altro potrebbero avere l’effetto collaterale di creare uno spazio per il mercato senza licenza. Un rischio che nessuno può permettersi.

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