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venerdì, 24 Maggio 2024

Fassino a Ferrara, Gariglio ritorna capolista. Padoan e Pinotti in Piemonte

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Notte di stracci al Nazareno, esce un Pd spaccato.

Le candidature del Partito Democratico sono passate senza il voto delle minoranze. Nella lunga giornata diventata notte del Nazareno, le componenti che fanno capo ad Andrea Orlando e Michele Emiliano hanno abbandonato la direzione insieme a Gianni Cuperlo e ai loro fedelissimi.
E alla fine, quando mancavano pochi minuti alle quattro del mattino, la direzione ha approvato le liste, ma senza le minoranze.
Piero Fassino lascia Torino e pure il Piemonte. Il premier Paolo Gentiloni dato per certo fino a poche ore prima trasloca e lascia il posto a Pier Carlo Padoan, suo ministro all’Economia. L’ex sindaco di Torino non aveva mai nascosto l’intenzione di voler correre sotto la Mole, ma non aveva neanche escluso di andare dove meglio era ritenuto e in questo folle incastro delle liste, definita “devastante” dallo stesso segretario nazionale Matteo Renzi, le sorprese sono arrivate. Alla fine Fassino sarà capolista nel collegio di Ferrara. Il posto in cui fino a ieri pareva irremovibile l’ex sindaco viene occupato dal senatore uscente Mauro Maria Marino.
In Piemonte tornerà in giornata il segretario regionale con un ottimo piazzamento: Davide Gariglio, indicato come terzo nel listino della Camera, esce capolista nel collegio Torino 2 (quello che comprende anche il Canavese) seguito dalla deputata uscente Francesca Bonomo, da Davide Mattiello e Roberta Meo.
Un partito lacerato, ancora una volta. Dove il puzzle da comporre era complicato, considerato il numero di persone da escludere dalla competizione elettorale. Si è praticamente fatto l’alba in un clima di tensione crescente tra Renzi e la minoranza con una direzione che convocata per le dieci di ieri mattina rinvita di ora in ora ha quasi fatto il giro delle 24 ore esatte dalla prima convocazione.
Il ministro Padoan è al primo posto del listino per Montecitorio a Torino, seguito da Silvia Fregolent e, terzo con la speranza di vedere vincere il ministro nell’uninominale a Roma, il leader dei Moderati Mimmo Portas. Dietro di lui un arrivo nazionale, l’uscente Titti Di Salvo, eletta in Lombardia per Sel e poi passata al Pd. Restando a Torino e dintorni, dopo Marino al Senato in posizione di elezione certa l’orlandiana Anna Rossomando e poi Antonio Boccuzzi e Matilde Casa, sindaco di Lauriano, ambientalista dell’anno nel 2016.
Passando ai collegi uninominali, quello di Torino 1 (Vanchiglia-Centro) va ad Andrea Giorgis, il 2 (Barriera Milano) a Silvia Manzi della lista + Europa di Emma Bonino, al collegio 3 (Vallette) la deputata uscente Paola Bragantini data fino a ieri in seconda posizione nel listino e invece chiamata a giocarsi la rielezione, al 4 (Mirafiori Santa Rita) è candidato il senatore uscente Stefano Lepri, mentre per il collegio di Ivrea si presenta la Bonomo, peraltro garantita già nel listino. Un altro uscente, Umberto D’Ottavio è confermato a Collegno, mentre l’assessora regionale Gianna Pentenero corre a Settimo e Laura Pompeo a Moncalieri. Collegio di Pinerolo per cercare di riconquistare il seggio parlamentare (alla Camera) per la senatrice Magda Zanoni. Per quanto riguarda il Senato a Torino il candidato nell’uninominale sarà il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus, mentre a Settimo si presenterà il presidente dell’Anci Piemonte Alberto Avetta. Posto per gli alleati di Insieme a Moncalieri con il socialista Enrico Buemi. Correrà senza alcun paracadute nel proporzionale il senatore Stefano Esposito, a Collegno come era previsto.
Per quanto riguarda le altre province del Piemonte, i due listini proporzionali per la Camera vedono a Vercelli-Biella-Novara-Vco capolista l’uscente Enrico Borghi, seguito dalla sottosegretaria Franca Biondelli di Novara, dal deputato di Casale Monferrato Fabio Lavagno e dalla senatrice biellese Nicoletta Favero. Innesto nazionale nel listino di Alessandria-Asti-Cuneo dove dopo Chiara Gribaudo, arriva dalla Puglia il deputato uscente Alberto Losacco, ex braccio destro del Ministro Dario Franceschini. Terzo posto per la consigliera regionale Angela Motta e a chiudere il vicesindaco di Bra Massimo Borrelli.
Capolista per il Senato in Piemonte 2 è la ministra della Difesa Roberta Pinotti che arriva dalla sua Genova in un collegio uninominale. Dietro di lei il cuneese Mino Taricco e la deputata alessandrina Cristina Bargero. A chiudere l’elenco la novarese Rossana Pirovano.
Definiti anche i collegi uninominali, dati per impossibili. Per la Camera a Verbania la coalizione presenta Vittoria Albertini (già candidata in passato per Scelta Civica), a Novara Franca Biondelli che come già visto potrà contare sul listino, a Biella Nicoletta Favero, mentre un collegio difficile per il sottosegretario Luigi Bobba impegnato a Vercelli. La vicesindaco di Tortona Marcella Graziano a correre nel collegio di Alessandria, mentre ad Asti ci sarà la consigliera regionale Angela Motta. Va al viceministro all’Agricoltura Andrea Olivero (lista Civica Popolare, di Beatrice Lorenzin) il collegio con più chance per il centrosinistra, ovvero quello di Cuneo. A sorpresa, escluso da ogni previsione dell’ultima ora, l’assessore regionale al trasporti Francesco Balocco Parte corre ad Alba, collegio definirlo difficile è poco.
Infine i collegi uninominali del Senato nelle province: a Novara c’è Elena Ferrara, a Vercelli-Casale Monferrato la Bargero (già nel listino), a Cuneo l’avvocatessa Marta Giovannini, mentre ad Alessandria dove si era detto disponibile a presentarsi “per spirito di servizio” il viceministro dell’Economia Enrico Morando, candidato sarà invece il senatore uscente Daniele Borioli.
La notte dei lunghi coltelli diventa mattina del giorno delle sicure polemiche. La scadenza di presentazione delle liste è vicina: lunedì 29 gennaio alle 20. Tutto è ancora possibile.

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