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martedì, 28 Maggio 2024

Coronavirus, Grimaldi (LUV): “Cultura e tempo libero stanno vivendo una situazione drammatica”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

L’emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus, oltre le persone ha duramente colpito l’economia, sia quella regionale che nazionale. Le fasce più deboli subiscono maggiormente questa pressione, nello specifico parliamo di tutti gli operatori della cultura, tempo libero, ma anche di chi, semplicemente, lavora con partita iva.

Marco Grimaldi Capogruppo di Liberi Uguali Verdi in consiglio regionale del Piemonte: «La straordinaria situazione che stiamo vivendo amplifica lo stato di sofferenza di un numero enorme di persone la cui vita ordinaria è già, per svariati motivi, appesa a un filo: da chi non può avere distacchi familiari, a chi è una partita iva, a chi non ha nonni e non può pagarsi baby sitter, per non parlare del mondo della cultura» dichiara Marco Grimaldi «Forse non ci rendiamo conto che il settore della cultura e del tempo libero sta vivendo una situazione drammatica e che non ha più le risorse per autosostenersi. Non parlo di eventi, ma di luoghi di cultura che generano creatività diffusa, con ricadute economiche e occupazionali. In questa situazione emerge tutta l’arretratezza di un paese che non ha ancora previsto ammortizzatori sociali veri per i freelance, le partire Iva, il lavoro discontinuo, su cui molto spesso si reggono queste e tantissime altre attività. È quel mondo che per anni abbiamo spinto all’autosostentamento, tagliando loro i contributi e ora? Si è già verificata una cospicua perdita di reddito, condannata ad aumentare nei mesi a venire, perché questa fascia di lavoratori sta vedendo e vedrà cancellati e sospesi commesse e incarichi. Ecco perché Governo, Regione e Comuni devono attivare subito misure di sostegno, ammortizzatori sociali e provvedimenti finanziari per azzerare tutti gli adempimenti fiscali. Nell’immediato, per aiutare queste realtà potrebbe essere utile erogare i contributi già stanziati, scontare utenze, applicare la moratoria agli affitti degli stabili in convenzione. E ancora, occorre riconoscere la cassa integrazione anche per piccole entità come i luoghi dello spettacolo dal vivo. È una fase di emergenza» conclude Grimaldi «Che sta facendo emergere la devastante precarietà in cui intere generazioni sono state condannate a vivere».

Paolo Bogliano

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