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lunedì, 24 Giugno 2024

Beauty party: perché le bambine non dovrebbero aver bisogno di sentirsi belle

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La bellezza non può e non deve essere legata a doppio filo al livello di autostima

La società dell’apparenza, in cui tutto è vanità e solo vanità, ha raggiunto nuovi picchi con la pervasività dei social media, che dominano la nostra vita. E in questo contesto, la bellezza è uno dei canoni che più emerge: i belli e le belle hanno successo, faticano meno, ottengono di più. Ma quel che è peggio, è che i bambini e le bambine vengono esposti sin da infanti a questo bombardamento: basti pensare al fenomeno controverso dei beauty party per le bambine.  

È verosimile pensare che, in una società che anche nei media esalta sempre più l’aspetto esteriore, portare una bambina dall’estetista o a fare una SPA prima dell’ora rischi – al di là delle ragioni espresse sul blog di Beauty Party, centro estetico genovese del settore, in cui vengono sviolinati i presunti benefici dei trattamenti di bellezza in età preadolescenziale – di scombussolare ulteriormente i naturali processi di crescita e di avere influenze negative sul modo di rapportarsi con gli altri.

Bellezza esteriore: perché parlarne troppo presto può essere rischioso

Parlare di bellezza troppo precocemente alle bambine può portare a una cattiva percezione di sé e del mondo attorno. C’è da dire che il progetto di Beauty Party della fondatrice Alessandra Ferretti, come racconta questo articolo di Libero, parte da una visione della bellezza che va oltre l’aspetto fisico, ma che
riguarda la complessità della persona. Inoltre, la formula “mamma e figlia” ha lo scopo, nobile, di rafforzare il legame tra le due. Ma resta il pericolo di connettere troppo strettamente la bellezza fisica all’autostima.

Parlare troppo presto di bellezza esteriore alle bambine e portarle in centri estetici può avere conseguenze negative sulla crescita e sullo sviluppo psicologico. Concentrarsi su come si appare allo specchio può influire negativamente sull’autostima, poiché possono sviluppare una visione distorta di sé stessi e causare problemi psicologici come la dismorfofobia e i disturbi alimentari.

La pressione per corrispondere a determinati standard di bellezza può infatti portare le bambine a sentirsi insicure riguardo al proprio corpo. Dovremmo concentrarci su messaggi positivi riguardo all’importanza della salute fisica e mentale, piuttosto che sul peso o sull’aspetto fisico: è importante incoraggiare le bambine a sviluppare una sana autostima basata su chi sono, le loro abilità, i loro interessi e i loro valori.

Concentrandosi sulla bellezza esteriore si trasmette alle più giovani un messaggio limitato riguardo a cosa sia considerato “bello”. Questo può portarli a giudicare se stessi e gli altri in base a criteri estetici ristretti. Invece, è fondamentale promuovere l’accettazione della diversità e insegnare ai bambini che la bellezza può assumere molte forme diverse: in effetti, il Beauty Party ha anche questo scopo, ma c’è da capire se questo concetto emerge a sufficienza o rimane un po’ sullo sfondo. 

Al di là della bellezza, è importante incentivare la conversazione sui sentimenti, le emozioni e le relazioni, sulle abilità sociali ed empatia. In un contesto di social media basati sull’apparenza – vedi Instagram – spingere troppo sull’acceleratore della bellezza può essere fuorviante, portando le più piccole a trascurare lo sviluppo del proprio intelletto e talento. Dovremmo incoraggiarle a perseguire passioni, coltivare interessi e sviluppare le loro capacità.

Ben altro discorso è educare le bambine e i bambini alla bellezza, aiutarli a coltivare la passione per l’arte, le scienze, la musica e la natura, stimolarli allo studio e alla conoscenza della realtà nelle sue sfaccettature e peculiarità.

In conclusione

Aiutare le bambine a “sentirsi belle” può spingere unicamente sulla bellezza esteriore. Invece, dovremmo promuovere tra le più piccole valori come l’autostima, l’empatia, la diversità, l’accettazione e lo sviluppo delle abilità e dei talenti. Se i Beauty Party riusciranno a far emergere questi valori e non solo l’apparenza, avranno fatto qualcosa di buono: ma se si tratta solamente di “sentirsi belle”, l’iniziativa rischia di essere fuorviante. 

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