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lunedì, 20 Maggio 2024

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“Ricomincia dalla festa di San Giovanni, il nuovo corso della città”. Al netto di parafrasi e perifrasi è l’annuncio a mezzobusto della sindaca di Torino, in versione I Appendin, dopo aver conosciuto le traversie dell’Appendown. La sindaca ha compreso che il vento gira a suo favore, anche se più per demeriti altrui, che per meriti suoi. Ma nel delirio mediatico che i guru del grillismo propongono al metabolismo del nostro Paese, il distinguo è ormai del tutto irrilevante, se non addirittura fuori luogo. Ciò che conta per Palazzo Civico è ricostruire l’immagine opacizzata della “Chiara”, come la chiamano i suoi sostenitori.

Ora non sappiamo se tra gli ispiratori del suo lifting vi sia ancora l’immancabile travet della ruota della fortuna, alias Paolo Giordana, o nuovi avventizi esperti di arcobaleno dopo la tempesta. Sospettiamo però che siano stati soprattutto gli errori a ripetizione degli altri a favorire il ritorno dal vivo della sindaca, voce solista della sua band, dopo mesi in playback e l’apporto del suo personale ventriloquo. Ma chi sono gli altri? Si comincia dagli “antagonisti” che si sentono un corpo interno alla movida fino a calarsi nei panni dei padroni. Poi c’è il questore Angelo Sanna, serio servitore della Stato che di recente in corpore vili, quando ha preso le misure alla città, le ha sbagliate clamorosamente, dimenticandosi tra l’altro che una comunità dispone di un sindaco e, se si tratta di un capoluogo di provincia, di un prefetto, per cui lo scambio di informazioni è un dovere previsto anche dal galateo istituzionale.

Quale miglior assist per la sindaca che potrà dare finalmente libero sfogo alla sua idea irreale di città. Come in un aggiornato Truman Show, la plasticità delle sue proposte – ieri le periferie, mantra preferito di una mielosa lotta di classe né di destra, né di sinistra, oggi il G7 di settembre, appuntamento con cui Torino potrà far dimenticare tutte le sue scivolate organizzative – assecondano la sua fuga dalla realtà.

Torinesi di tutto il mondo unitevi: da domani, festa di San Giovanni, fuochi artificiali anche per l’inizio di Appentown.

 

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