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domenica, 26 Maggio 2024

Alleanza M5s-Pd, Russi: “Al ballottaggio non voterei candidato dem”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Anche Andrea Russi, consigliere comunale di maggioranza, interviene nell’acceso dibattito sull’ipotesi di un’alleanza tra Movimento 5 stelle e Partito Democratico in occasione del ballottaggio. Un’ipotesi che sembrerebbe essere auspicata da parte di entrambe gli schieramenti in un’ottica di arginare la destra. 

Russi, come lui stesso spiega, fino ad ora non è intervenuto nel dibattito elettorale “perché ritengo che parlare di candidature e di poltrone, soprattutto in questa fase emergenziale, sia un brutto segnale nei confronti dei cittadini che sono alle prese con i problemi di tutti i giorni”.

Eppure oggi in un post su Facebook dice la sua: “Premetto che il mio sogno sarebbe quello di partecipare alle elezioni amministrative senza fare alleanze o accordi di sorta, perché sono davvero molto convinto del lavoro portato avanti in questi anni e dei risultati ottenuti dalla nostra amministrazione. Però non posso non valutare in maniera molto positiva l’esperienza del Governo Conte 2, che ha portato forze politiche con percorsi molto diversi tra loro a convergere su temi comuni”. 

Il consigliere pentastellato precisa dunque che “non sosterrò MAI nessun accordo con il PD in sede di ballottaggio. Prima di tutto perché parlare di ballottaggio pensando di sostenere qualcun altro ha come presupposto una mentalità perdente, e io nella mia vita ho sempre giocato per vincere. Sempre. E al ballottaggio voglio esserci io”. 

“In secondo luogo – prosegue Russi – perchè, se davvero dovessero esistere i presupposti politici per un accordo al ballottaggio, proprio non riuscirei a comprendere per quale motivo gli stessi presupposti politici non dovrebbero concretizzarsi in una convergenza già al primo turno”. 

“In presenza, tra l’altro, di una congiuntura politica nazionale favorevole ad un accordo, non riuscire a convergere su un progetto comune renderebbe evidente soltanto che non esistono margini di trattativa con il PD, né al primo turno né al ballottaggio. Se la radicalizzazione di posizioni inconciliabili impedisse la formazione di un fronte progressista (e nel caso in cui il candidato sindaco M5S non dovesse raggiungere il ballottaggio, cosa che ovviamente non auspico), credo che per me sarebbe naturale indirizzare il mio personale sostegno verso altre candidature” conclude Russi. 

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