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venerdì, 4 Dicembre 2020

Zona rossa, calo di fatturato anche per aziende aperte

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Confartigianato lancia l’allarme anche per le aziende che continuano a restare aperte nonostante il lockdown della zona rossa. Infatti gli artigiani stanno lamentando un notevole calo del fatturato in queste settimane. A partire da pasticcerie e gelaterie che sono aperte per delivery e asporto per i quali il calo è del 55 per cento. Fino al 60 per cento in meno di incassi per sarti, calzolai e lavanderie e fino all’85 per cento per taxi, fotografi. Dimezzati anche i ricavi dei parrucchieri, soprattutto per quelli che offrono anche servizi di estetica. 

“Prima di tutto – spiega Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino – bisogna sottolineare che il decreto, collegato all’inserimento del Piemonte tra le zone rosse, ha creato una confusione che non va di certo a vantaggio delle imprese, anche di quelle rimaste aperte. La grande maggioranza delle attività artigiane anche se è aperta paga il pegno di lavorare in un’area delimitata come zona rossa, quindi con un traffico di clientela pressoché dimezzato, in quanto le persone si possono spostare solo per motivi di lavoro e di salute. Inoltre, le nostre botteghe rappresentano dei punti di riferimento per la clientela che è abituata anche a spostarsi in un altro comune diverso da quello di residenza per raggiungere, per esempio, il proprio parrucchiere di fiducia. Per molti il 2020 è irrimediabilmente compromesso e la gestione del 2021, pur rimanendo incerta e legata alla durata della pandemia, potrebbe rappresentare un’ulteriore criticità”.

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