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sabato, 13 Agosto 2022

#Vorreirestareacasa: raccolta firme per trovare sistemazione ai senza tetto

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La legge è uguale per tutti.

Un principio bellissimo quello di uguaglianza, previsto dall’articolo 3 della Costituzione, che ci porta a riflettere sulle conquiste sociali fatte dall’ultimo dopoguerra ad oggi.

Eppure, a volte, questo ideale supremo scritto nero su bianco dai nostri padri costituenti porta a dei veri e propri paradossi.

Lo sanno bene gli oltre 50 mila senza fissa dimora presenti sul territorio italiano che molte volte si trovano a dover lottare per poter esercitare tutta una serie di diritti che pur essendo previsti dalla legge, molto spesso non vengono concessi dalle autorità competenti.

Oggi però la “battaglia al paradosso” ha un nuovo nemico: il DPCM dell’11 marzo scorso emanato per contrastare la diffusione del coronavirus.

Il decreto impone di restare a casa e consente di lasciare la propria abitazione solo per comprovati motivi di urgenza dati da lavoro o dall’acquisto di beni di prima necessità, pena l’applicazione dell’articolo 650 del codice penale che prevede l’ammenda fino a 206 euro e arresto nei casi più gravi.

Ma ecco che arriviamo al paradosso: i senza fissa dimora una casa in cui trascorrere questo periodo di “quarantena obbligatoria” non ce l’hanno, ma la legge è uguale per tutti quindi che succede? Che in questi giorni stanno fioccando nelle varie città italiane le sanzioni ai clochard, denunciati perché non rispettano le disposizioni previste dalla legge.

A segnalare la situazione diverse associazioni di volontariato fra cui Fio.psd, Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Fissa Dimora e  Avvocato di Strada Onlus che da vent’anni si occupa di fornire assistenza legale gratuita ai senzatetto.

Avvocato di Strada ha lanciato una raccolta firme sulla piattaforma Avaaz.org dal titolo “Io vorrei restare a casa, ma se una casa non ce l’ho?” indirizzata al Presidente del Consiglio, ai Presidenti delle Regioni e ai Sindaci dei Comuni e che ad oggi ha raccolto quasi 2000 firme.

Sospensione delle sanzioni e stanziamento di fondi per consentire ai vari enti di dare una sistemazione provvisoria ai senza tetto ciò che viene richiesto nella petizione, in modo da poter garantire non solo il rispetto della legge, ma anche la salvaguardia della salute loro e delle persone che li assistono.

«Adesso stiamo duramente imparando che ci si salva solo insieme, ricchi e poveri, giovani e anziani, italiani e stranieri» si legge nell’appello «Adesso dobbiamo trovare una soluzione anche per gli ultimi, perché, in questa situazione drammatica, abbiamo compreso che “loro” siamo noi ».

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