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domenica, 26 Maggio 2024

Cna Torino, Alberti: “Il Decreto CuraItalia è solo il primo passo”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Il decreto CuraItalia, contenente le misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per  contrastare gli effetti dell’emergenza coronavirus sull’economia, per quanto al momento conosciuto, a giudizio della CNA, è solo un primo passo.
Le risorse messe in campo, 25 miliardi, seppure importanti, non saranno sufficienti a proteggere
lavoro autonomo e piccole imprese con interventi adeguati alla drammatica gravità della situazione.

Gli interventi a favore delle imprese, che spaziano dalla sospensione dei versamenti, al sostegno al credito, agli ammortizzatori sociali vanno indirizzati con maggiore incisività a favore del lavoro autonomo, delle attività di minore dimensione e delle filiere (turismo, trasporti, ristorazione, cinema e cultura) che più di altre stanno già subendo i colpi di questo blocco totale delle attività e degli incassi.

Non possiamo che considerare, quindi, il decreto come l’inizio di misure più durature e robuste che diano maggiore liquidità alle imprese a partire dalla riduzione dei carichi fiscali e contributivi
innalzando la soglia dei 2 milioni di ricavi per la sospensione dei pagamenti.Le risorse messe in campo sinora, per quanto importanti, appaiono sproporzionate rispetto all’enormità dei danni che stiamo sopportando e che sono destinati a moltiplicarsi se l’emergenza dovesse protrarsi per mesi, con effetti drammatici per i livelli produttivi e l’occupazione del Paese.

Ci sarà quindi presto bisogno di una manovra di ulteriore stimolo e sostegno all’economia di
proporzioni mai sperimentate in precedenza. Mai come in questo momento è necessario che l’Europa, di fronte ad un dramma comune a tutti  gli Stati membri, sappia costruire risposte di grande respiro sul piano delle risorse, della ricerca e delle regole a partire dall’immediata sospensione del patto di stabilità, per proteggere e rilanciare il nostro continente.

È un banco di prova che può rafforzare la fiducia e il ruolo dell’Unione Europea o decretare la fine del sogno dei padri fondatori se dovessero prevalere gli egoismi e le chiusure.

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