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mercoledì, 22 Maggio 2024

Verifiche tributarie della Guardia di Finanza in materia fiscale: per capirne di più

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Quando si tratta di materie fiscali, bisogna conoscere i propri doveri, specialmente se  si è proprietari di attività commerciali. La conoscenza di questi aspetti è una forma di autotutela nel rapporto tra il contribuente e il fisco, in particolare per quanto riguarda il difficile processo delle verifiche fiscali.
I controlli che vengono effettuati dalla Guardia di Finanza tengono ovviamente conto dei diritti dei contribuenti, diritti che ognuno dovrebbe conoscere (es: l’inviolabilità del domicilio e il segreto professionale). Vediamo nello specifico quali sono i diritti del contribuente.

I diritti del contribuente

Importante: la possibilità di richiedere le informazioni direttamente al soggetto sottoposto a controllo, nonché la previsione di un intervento diretto presso la dimora o gli uffici del contribuente rappresentano delle misure statali volte ad incentivare l’adempimento spontaneo del soggetto, consentendone il diritto di difesa (contraddittorio). Nel settore tributario, il contraddittorio endoprocedimentale richiede la presenza del contribuente alle attività di controllo e di accertamento, così da garantire “il diritto di ogni individuo di essere ascoltato prima che nei suoi confronti sia adottato un provvedimento individuale che gli rechi pregiudizio”.

Come funzionano le verifiche tributarie? Come avvengono e quali strumenti richiedono?

Verifica tributaria: l’accesso

Questa fase rappresenta l’inizio del processo di verifica. In termini pratici, si tratta dell’accesso nei luoghi indicati dalla norma, previo rilascio dell’autorizzazione del capo dell’Ufficio o del Procuratore della Repubblica (per l’accesso dei finanzieri presso i locali adibiti ad abitazione privata).
Durante questa fase, che potrebbe quasi sembrare una vera a propria irruzione da parte della Guardia di Finanza, il contribuente è tenuto ad adempiere ai propri obblighi, come l’esibizione dei libri, dei registri e di tutti i documenti richiesti.
Attenzione: se, in un primo momento, il contribuente si rifiutasse di mostrare le scritture contabili, queste non potranno essere utilizzate in un secondo momento, ad esempio in sede amministrativa o contenziosa.

Verifica tributaria: la ricerca

Come spiega bene il termine ”ricerca”, questa fase ha l’obiettivo di reperire le scritture contabili e i vari documenti necessari ai fini di arginare l’evasione fiscale o altre violazioni di legge commesse.
Per la corretta esecuzione di questa fase, il contribuente deve essere messo al corrente del diritto di rifiutarsi di aprire borse, casseforti, ecc, come pure della possibilità di avvalersi del segreto professionale (dell’art. 52, commi 3 e 6, del D.P.R 633/72).
Tutte le azioni effettuate senza il consenso del contribuente sono da considerarsi illegittime da parte dei verificatori.

Verifica tributaria: fase documentale

È la fase di ispezione vera e propria. In termini pratici, si tratta di controllare la correttezza dei contenuti delle scritture e dei documenti acquisiti, allo scopo di verificare l’imponibile dichiarato e la relativa imposta versata su di esso. Tutto questo allo scopo di ricostruire la gestione aziendale confrontando gli elementi extracontabili con i relativi documenti.

Verifica tributaria: la conclusione

L’intero processo di verifica tributaria si conclude con il Processo Verbale di Constatazione (PVC), il quale riassume tutti i dati e gli elementi che sono stati esaminati e confrontati, più le osservazioni del contribuente. Il PVC è un documento ufficiale che serve a formalizzare l’esito dei controlli e riporta le eventuali violazioni riscontrate e i conseguenti addebiti che ne derivano.
Una volta ricevuto il PVC dall’Agenzia delle Entrate, il contribuente ha a disposizione 60 giorni per poter fare dichiarazioni e/o osservazioni di qualsivoglia natura.
È stato di recente sottolineata la necessità che il PVC riporti le firme di entrambe le parti, ovvero del verificatore e del verificato. Nel caso in cui quest’ultimo non voglia sottoscrivere il documento (dopotutto non si tratta di un obbligo), il verificatore è tenuto a darne immediata notifica, pena nullità dell’atto (art. 14 Legge 890/82).
Quello delle verifiche fiscali è un ambito molto complesso, ragion per cui ogni contribuente dovrebbe avvalersi della competenza e dell’esperienza di professionisti che siano in grado di trasformare il fardello degli oneri fiscali in una concreta opportunità di apprendimento e crescita.

Fonti:

www.studiointernazionale.org

altalex.com/documents/news/2014/11/18/la-verifica-fiscale

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