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domenica, 20 Settembre 2020

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Drake
Drake
Sir Francis Drake nato il 13 luglio 1540. Navigatore e corsaro inglese. Collabora con Nuova Società dal 2017, con la rubrica "I corsivi del corsaro". Una leggenda narra che quando si è in pericolo basta battere sul suo tamburo per vedere le vele delle sue navi all'orizzonte e giungere in soccorso.

Si comprende il disagio dei politici sinceramente democratici dinanzi ai rigurgiti fascisti di ieri a Milano, in Piazzale Loreto.

Si comprende la loro difficoltà nel rappresentare la giusta e doverosa indignazione per lo striscione dispiegato da un manipolo di volgari resurrezionisti di una macabra ideologia e del suo interprete principale, a poche decine di metri dalla stele che ricorda il sacrificio dei 15 partigiani, autentici patrioti, fucilati dai fascisti della Repubblica di Salò il 10 agosto del 1944.

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Si comprende anche il loro stupore, e qui si riprende quel che ha scritto ieri su La Repubblica Liliana Segre, per «atti che non avrei mai immaginato di vedere: soprattutto avendo vissuto cosa volesse dire essere vittime prima del 25 aprile, quando la democrazia non c’era, e dissidenti e minoranze venivano imprigionati, torturati e anche uccisi».
Ciò che invece si stenta a comprendere è il lessico minimalista rispetto a gesti liberticidi, l’insistere sul superamento di “certi limiti”.

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No, quando si aggredisce il 25 Aprile non esiste una gradazione dell’offesa. Esiste soltanto una rimozione volontaria della gravità di certe condotte e della loro simbologia che si crede di poter ridurre a sterile, goffa e caricaturale quanto innocua rappresentazione del passato.

Ma non è così, se il passato non è bonificato dalla storia e dalla presa di coscienza che contro la “banalità del male” la tolleranza è sempre complice

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