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giovedì, 30 Maggio 2024

Una civil card per Torino: “Chi nasce in Italia è italiano”

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

di Moreno D’Angelo

Eleonora Artesio, battagliera consigliera comunale di “Torino in Comune-La sinistra”, ha presentato una mozione per riconoscere la cittadinanza onoraria e attivare la Civil Card per facilitare lo status di quei bambini e ragazzi che sarebbero riconosciuti italiani dalla legge sullo jus soli.
Un modo per smuovere lo stallo in cui è caduta l’approvazione di una legge di civiltà auspicata fortemente anche da Papa Francesco.
La mozione, che recepisce l’iniziativa promossa da SI-Possibile, sollecita la sindaca e la Giunta di Torino a impegnarsi per una rapida approvazione della legge in Senato.
Inoltre viene proposta l’esposizione a Palazzo Civico di uno striscione con lo slogan: “Chi cresce in Italia è italiano”.
La questione riguarda a Torino ben 30.951 stranieri residenti fra gli 0 e i 20 anni di cui 4.063 di cittadinanza extracomunitaria nati in Italia e con documento di soggiorno registrato all’anagrafe con validità illimitata.
L’Artesio ha lanciato un appello ricordando come «già nel 2013 era stato fatto un passo analogo conferendo la cittadinanza, come atto simbolico, ai bambini stranieri nati qui. Ma la cosa non è diventata una consuetudine per questo, ora più che mai, serve richiamare la questione con vigore”.
A fianco dell’Artesio si è schierato il deputato di SI-Possibile Giorgio Airaudo «E adesso che bisogna prendere posizione e per noi si deve andare al voto sullo Ius Soli comunque. Con questa mozione si fa pesare la comunità ed è un modo concreto di raggiungere l’obiettivo». La mozione è stata sottoscritta anche dalla consigliera Pd Chiara Foglietta dal consigliere della Lista Civica per Torino Francesco Tresso che ha sottolineato: – «se una battaglia è giusta e se un principio è di civiltà non ci sono momento giusti o sbagliati per proporla». Una eloquente reazione alle motivazione di alcuni centristi che, pur riconoscendo la validità dello jus soli, hanno giustificato il loro tergiversare in quanto “non si è nel momento giusto” per approvarlo.

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