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sabato, 13 Luglio 2024

Cerchio sadico

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Mi è stato chiesto perché privilegio l’osservazione sul movimento sociale cinque stelle. Anzi, perché vi insisto, con una pervicacia da grillicidio grafomane. Dirò che il primo pensiero, non negando la tendenza, è positivo: i grillini ammaestrati dal loro comico sono innanzitutto spassosi. E non è poco.

Aggiungi che hanno un che di naif che alleggerisce la politica, che la rende avvicinabile e digeribile soprattutto a chi ammette di capirne poco o nulla. Esemplare in proposito il mutismo reattivo dei virgulti che fino a ieri, fino all’unzione di er mejo Di Maio, si sono contesi nel sottoscala il ruolo di numero uno dell’italico grillismo, che consente loro di guardare beatamente alla poltrona del Supremo conducator che li sovrasta.

Infine, è quanto di più salottiera l’incoerenza con cui affrontano, come per la sindaca di Roma Raggi, le questioni scottanti che li riguardano da vicino; ed è sublime la cura con la quale soppesano i reati del codice penale che la magistratura di quando in quando getta loro tra i piedi.
Per la verità, però, c’è un altro aspetto dei grillini che non ha nulla di divertente. Anzi, è qualcosa di inquietante che si sta diffondendo come un virus attorno ai leader di partito o istituzione: i cerchi magici.

Sarà forse per la riluttanza alle vaccinazioni, sarà per l’individualismo sfrenato che ammorba la politica, ma se un capo non se ne ritaglia uno su misura è come se gli mancasse il Potere.

Fuori gara e fuori controllo l’ex cavallerizzo di Arcore che ai cerchi ha sempre preferito un’altra figura geometrica, nessun altro ha resistito alla tentazione: dal Senatur Umberto Bossi al ragazzo di campagna, che almeno si è distinto perché fiorentino con il famoso giglio, fino appunto alle grilline sindache, alle Raggi e alle Appendino.

La prima è riuscita persino a mentire all’Anticorruzione e ciò non le garantirà sicuramente la benevolenza della Giustizia. L’altra, condizionata dall’aplomb sabaudo, non ha ancora ceduto alla menzogna: le è più comodo scaricare le responsabilità sugli altri. Al cerchio magico preferisce il cerchio sadico.

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