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domenica, 26 Maggio 2024

Un “118” dall'Ospedale Gradenigo su Facebook: “Che vergogna una musulmana alla Croce Rossa”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

La sua colpa quella di essere musulmana, di portare il velo e nel contempo indossare una maglia della Croce Rossa. No, quello che vi stiamo raccontando non è una barzelletta ma un messaggio veramente diffuso su Facebook da un utente evidentemente scandalizzato che una donna di origine araba potesse far parte dell’ente di primo soccorso.
A gridare la sua indignazione un collega della donna, che nella sua foto del profilo sfoggia una bella giacca del 118. “Provo vergogna.. vedendo certe cose..” inizia il suo post a corredo dell’immagine incriminata scattata all‘ospedale Gradenigo, in corso Regina Margherita a Torino. “Come si fa a far entrare nella Rossa una musulmana che non capisce neanche na’ (sic) parola di italiano”.
Non sappiamo in realtà se l’uomo abbia poi davvero mai parlato con la donna, colpevole di essere musulmana, per appurare le competenze linguistiche. Non sappiamo nemmeno se lui sappia parlare qualche lingua straniera, sempre utili visto che il lavoro che quotidianamente svolge lo può mettere a contatto con persone proveniente da altri Paesi nonché di altre culture.
Scopriamo però dai commenti sotto il post che il curriculum di studi linguistici della collega non è l’unica cosa a preoccuparlo. A questo si aggiunge il fatto che “le lasciano indossare il burka in un servizio pubblico????”. Peccato che si trattasse di un semplice hijab, il velo che copre capelli e collo lasciando scoperto il viso. Anche perchè ci stupiremmo della vista di chi ha scritto il messaggio se avesse notato la maglia della Croce Rossa sotto un burqa (questa la corretta grafia) che copre interamente corpo e viso della donna.
Per fortuna di fronte a tanta indignazione, che ha suscitato non pochi commenti di condivisione e mi piace su Facebook, si trova subito una soluzione. Infatti, in un commento finale l’autore della foto conclude il dibattito scaturito sentenziando: “Io non la metterei sui mezzi di soccorso, la metterei a fare volontariato .. alle persone sole .. o meglio ancora NEL SUO PAESE, VEDIAMO COSA NE PENSA”. Più chiaro di così.

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