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lunedì, 27 Maggio 2024

Ue pessimista sulla crescita dell’Italia, ma migliorano le stime del deficit

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«Una lenta ripresa è in corso». Così è stato significativamente intitolato il capitolo dedicato all’Italia nelle previsioni d’inverno pubblicate oggi dall’Esecutivo Ue. Pil rivisto al ribasso, disoccupazione che peggiora ma previsioni migliori sul deficit grazie alla diminuzione dello spread tra titoli di stato italiani e tedeschi.
Se nelle previsioni pubblicate a novembre le stime di crescita del 2014 erano attestate allo 0,7%, la Commissione Ue le ha ora abbassate allo 0,6%. Più bassa anche la stima per il 2013: a novembre era -1,8 mentre oggi è stata rivista a -1,9%. Rimane tuttavia immutata la previsione di crescita del Pil nel 2015, ferma all’1,2%.
Cattive notizie anche sul fronte della disoccupazione, che secondo l’esecutivo europeo è salita quest’anno al 12,6%, con una diminuzione prevista al 12,4% nel 2015 grazie al rafforzamento dell’economia del Paese. Numeri molto diversi da quelli sottoscritti lo scorso novembre, quando si prevedeva per il 2014 una disoccupazione ferma al 12,4% e una diminuzione al 12,1% per l’anno successivo.
Migliorano invece le stime dell’Unione europea per quanto riguarda deficit italiano, previsto al 2,6% quest’anno e al 2,2% nel 2015, mentre il 2013 si è chiuso sotto la soglia del 3% rispettando in questo modo gli impegni presi con l’Europa. «I conti beneficiano del calo di spread e interessi sul debito», scrive a giustificazione l’Ue.
«L’economia del’Italia è attesa in lenta ripresa nel 2014, grazie a una più forte domanda esterna. Con il miglioramento delle condizioni del credito, la crescita dovrebbe aumentare ulteriormente nel 2015», si legge nelle previsioni d’inverno pubblicate oggi.
Secondo la commissione europea, inoltre, sarebbe stato il forte calo della domanda entro i confini nazionali, dovuta certamente alle difficili condizioni di credito e a un’incertezza che frena investimenti e consumi, la principale causa del brusco freno dell’economia italiana di questi anni.
La ripresa prevista per quest’anno, dunque, dipenderà in gran parte dal rafforzarsi della domanda esterna. «Anche la domanda interna contribuirà alla crescita – si legge nel rapporto – soprattutto con investimenti in attrezzature, in special modo per le aziende esportatrici. Gli investimenti nelle costruzioni invece scenderanno ancora, anche a causa delle persistenti difficili condizioni del credito».
Insomma, la situazione non è certo incoraggiante ma sembra di intravedere qualche spiraglio di luce. Spiraglio che, fanno sapere da Bruxelles, potrebbe essere facilmente oscurato in assenza di riforme strutturali reali senza le quali l’Italia non può sperare di uscire da questa situazione di crisi.
Fiducioso il commissario europeo agli affari economici, Olli Rehn, che ribadendo la sua fiducia al neo ministro Padoan, ha sottolineato tuttavia la necessità di uno sforzo maggiore da parte del governo per la diminuzione del debito pubblico.
«Le stime Ue – ha spiegato Rehn – sottolineano la necessità di azioni volte a stimolare la crescita e al tempo stesso a mettere sul piano della discesa il debito pubblico. Al perseguimento di questi risultati contribuiranno il processo di privatizzazioni già avviato e l’intera azione di riforme cui si accinge il Governo».
Alessandra Del Zotto

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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