Alla fine ce l’ha fatta. Almeno al Senato. All’una di notte è arrivata la fiducia con 169 sì e 139 no.
Una giornata eterna. Prima il discorso del neo premier Matteo Renzi, il terzo non eletto dal popolo, poi il dibattito e infine il voto che si è protratto fino a tarda serata.
Ora la palla passa alla Camera. A Montecitorio è iniziata la discussione sulle dichiarazioni programmatiche del giovincello del Pd. Alle 16 “Demolition man” ribatterà, poi dichiarazioni di voto sulla fiducia e infine il voto.
Insomma anche la giornata di oggi sarà lunga e faticosa. Ieri sera Graziano Delrio, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, si era accasciato sullo scranno tenendosi la testa con aria sconsolata: fotogramma emblematico dell’inizio lavori del governo Renzi.
Matteo Il Magnifico ha iniziato la mattinata alle 7 con un tweet: «Ok il Senato, adesso la Camera. Poi si inizia a lavorare sul serio. Domani scuole, lavoratori, imprenditori, sindaci a Treviso. #lavoltabuona».
Gli occhi del mondo, intanto, sono puntati sul palcoscenico della politica italiana. Il britannico Financial Times intanto boccia il discorso di Renzi: “Deve fare di meglio”, pur riconoscendone la svolta generazionale.
Vedremo cosa sarà. Per ora il fiorentino deve preoccuparsi di portare a casa la fiducia della Camera.
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