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martedì, 28 Maggio 2024

Torino 2021, Fregolent (Italia Viva): “Il centrosinistra abbia la forza dell’alternativa”

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Rosanna Caraci
Rosanna Caraci
Giornalista. Si affaccia alla professione nel ’90 nell’emittenza locale e ci resta per quasi vent’anni, segue la cronaca e la politica che presto diventa la sua passione. Prima collaboratrice del deputato Raffaele Costa, poi dell’on. Umberto D’Ottavio. Scrive romanzi, uno dei quali “La Fame di Bianca Neve”.

Silvia Fregolent, parlamentare di Italia Viva siede alla Camera in giorni complessi e non torna in città, nella sua Torino, dall’inizio dell’emergenza Covid.

Dice “Siamo un gruppo piccolo, e con le forze che abbiamo dobbiamo seguire ogni cosa, mantenendo alta l’attenzione di fronte alla quantità altissima di decreti che vengono emessi dal governo e a volte riscritti” e aggiunge di ritenere casa propria “un punto di appoggio e non di arrivo, che deve essere curato”. Torino è casa, insomma, alla quale guardare con nostalgia e preoccupazione. Qualche giorno fa, Fregolent ha tirato le orecchie al Partito Democratico usando i social, perché lascerebbe troppo margine di azione a una sindaca deludente.

Onorevole Fregolent, un modo per suonare la carica agli ex compagni di partito o, piuttosto, quella che voi definite una specie di benevolenza lascia trasparire la preoccupazione che quell’accordo elettorale pd cinque stelle di cui si è tanto parlato, non sia tramontato?
Sull’accordo possibile coi Cinque Stelle non tutto il Pd è unito. Soprattutto le persone che sono state maggiormente in prima linea in questi anni in opposizione all’Appendino, ovviamente l’accordo non lo vogliono, e mi riferisco al segretario metropolitano e al capogruppo in Comune, dopodiché ci sono persone che al contrario in questi anni hanno guardato a un’alleanza coi Cinque stelle come a una strada praticabile. Penso allo stesso Sergio Chiamparino, al segretario regionale. Sull’accordo il Pd è diviso.

Dopo la batosta del 2016, quella delle politiche e alle regionali, il Partito Democratico ha però saputo mettere in campo candidati e forze che hanno ottenuto un buon concesso elettorale. Nei sondaggi, si cresce.
In questi anni il successo elettorale del partito democratico è stato ottenuto perché ha saputo essere alternativo rispetto ai cinque stelle. Pensando a un accordo, abdicano in un certo senso alla loro funzione, di essere un grande partito di massa che a Torino è anche ben radicato e che potrebbe avere delle soddisfazioni elettorali notevoli. Io penso che fare un accordo nel centro sinistra sia la via maestra.

Centro sinistra che comprende anche Italia viva. Il Covid 19 ha frullato un po’ tutto ciò che era preesistente nella vita degli individui. Per la politica, e il vostro partito, è lo stesso? Il covid 19 doveva determinare il momento in cui tutti noi avremmo lavorato insieme. Facendo anche parte di questo Governo, ho proposto al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e naturalmente anche alla Sindaca Chiara Appendino, di collaborare. Invece ognuno ha scelto di muoversi per conto proprio, mettendo in atto scelte solitarie e spesso inconcepibili.

Cosa trova di sbagliato nella gestione delle settimane difficili che stiamo vivendo? La tragedia consumata nelle residenze sanitarie assistenziali per anziani dimostra il fallimento della gestione del momento emergenziale da parte della Regione. Ed è solo un aspetto gravissimo del problema. Guardando alla città, Appenino non si è fatta vedere: i provvedimenti messi in atto sono assurdi, come lo è l’aumento della tassa di soggiorno per turisti che quest’anno comunque non ci saranno.

Con il Covid 19 e la fase 2, sarà difficile per chiunque fare il turista o spostarsi.
La città era provata già molto prima del Covid, questo non è che il colpo di grazia. Ricorderà il riferimento della Sindaca, nella sua campagna elettorale, alle persone in fila davanti a musei e mense per i poveri. Ecco: le code davanti ai musei non le abbiamo più in compenso sono più numerose quelle davanti alla Caritas.

Quali sono gli altri provvedimenti che legano la città?
Penso al tentativo per fortuna non andato in porto di far modificare la Ztl, con la richiesta di un pedaggio, o all’idea dei controviali a 20 km orari che rasentano la follia. Sono tutte scelte che non favoriscono lo sviluppo di una città che dopo l’emergenza è in ginocchio. C’è da ripensare il modo di fruirne, ad esempio offrendo un occhio attento al commercio. Mi auguro che venga consentito a chi ha il dehor di aprire la ristorazione, in modo di ripartire. Mi auguro che la Sindaca non faccia tutto da sola, e che ascolti chi può senz’altro darle una mano, che si faccia aiutare.

Italia Viva cosa propone?
Il Covid ci deve far riflettere su cosa significa avere un ambiente pulito, e si dovrà ridisegnare il nostro modo di vivere. A farlo ci aiuteranno la ricerca, l’innovazione, l’ambiente grazie a strategie che possono essere messe in atto a cominciare da quel grande patrimonio che è rappresentato dalle nostre Università. Abbiamo polmoni verdi che devono essere riqualificati, valorizzati, migliorati e liberati dalla condizione di degrado nel quale versano attualmente.

Ad esempio?
Penso al Valentino, che potrebbe essere trasformato nel nostro Central park, dove fondazioni, pubblico e privato possano investire energie e proporre idee da valorizzare, affinché i parchi vengano completamente ridisegnati grazie a una moderna visione e affidati a chi ha la voglia e la capacità di manutenerli. L’investimento sul verde non è qualcosa che si fa occasionalmente e che si può tagliare alla prima difficoltà.

Lei si riferiva al commercio. Lo ritiene un motore essenziale di sviluppo per la città?
Certo, e per questo anche il commercio ha necessità di una visione futura che lo concepisca in modo differente da come lo abbiamo interpretato finora. Che lo rilanci. In questi giorni i commercianti che ce l’hanno fatta a ripartire, sono quelli che si sono riattivati attraverso il trasporto a domicilio ma le trasformazioni vanno incentivate, con una detassazione, soprattutto lasciando una mobilità libera verso il centro, favorendo gli spostamenti. Appendino governa questa città da sola, trascurando anche quella società civile alla quale invece si era riferita in campagna elettorale e che oggi è delusa perché è mancato quel coinvolgimento dal basso che era stato promesso.

Lei sta studiando da Sindaco?
Spero ci sia una coalizione di centrosinistra che faccia proposte che siano all’altezza del ruolo, del compito e della responsabilità che dovrà assumersi il futuro candidato sindaco e credo che le energie tra le quali scegliere ci siano. La condizione è quella che chi ha distrutto la città, ridicolizzandola, si faccia da parte. Se questo non avverrà, ci penserò.

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