11.1 C
Torino
lunedì, 28 Settembre 2020

ThyssenKrupp, Cassazione: nuovo processo per rideterminare le pene

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Più letti

Nova Coop, 2,6 milioni di premio salario variabile collettivo ai dipendenti

NovaCoop, cooperativa piemontese di consumatori del sistema Coop, darà ai dipendenti un premio di salario variabile collettivo, che complessivamente supera i 2,6 milioni di...

Farinetti, Eataly: “Serve il prelievo forzoso sui conti degli Italiani per la ricostruzione”

Oscar Farinetti il proprietario Eataly, intervistato dal "Fatto Quotidiano", ha paventato una soluzione che secondo lui potrebbe risolvere il problema di come finanziare la...

Cronaca della notte di tensione al Caat

È tornata la normalità al mercato agroalimentare di Grugliasco, il Caat. Una notte difficile quella appena trascorsa. Una notte in cui la tensione ha...

“Italia ciao”, Povia cambia “Bella ciao” e fa infuriare gli antifascisti (VIDEO)

Il cantautore Giuseppe Povia, come aveva annunciato, ha rivisitato la canzone dei partigiani "Bella ciao", cambiando il testo in "Italia ciao". Una perfomance andata in...
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

«Sono morti due volte. È un’Italia che mi fa schifo. I potenti vincono sempre». Questo il grido di sdegno dei parenti dei sette operai morti nel rogo della ThyssenKrupp di corso Regina Margherita a Torino quella maledetta notte di dicembre del 2007.
A sei anni e mezzo da quella tragedia, il processo ai sei imputati non scrive la parola fine. La Corte di Cassazione infatti di fatto non ha espresso un giudizio. La palla ritorna alla corte d’assise di Torino per la «rideterminazione delle pene». Gli ermellini ha disposto il rinvio degli atti alla corte del capoluogo torinese.
Un calvario, quello dei parenti delle vittime del rogo, che non trova fine. In piazza Cavour davanti al Palazzaccio in cui ancora poche sono le luci accese la rabbia e il dolore spaccano la notte e urlano giustizia.
Il sei dicembre del 2007 nella linea 5 dello stabilimento torinese Giuseppe Demasi, Rosario Rodinò, Bruno Santino, Antonio Schiavone, Rocco Marzo, Angelo Laurino e Roberto Scola vennero avvolti dalle fiamme sviluppatesi dal rullo trasportatore. Morirono dopo  una penosa agonia a causa delle terribili ustioni riportate.
In secondo grado le pene erano state ridotte proprio per “blindare” la sentenza in Cassazione: all’amministratore delegato Harald Hespenhahn, la pena venne ridotta da sedici anni e mezzo a dieci, i consiglieri delegati Gerald Priegnitz e Marco Pucci, si videro condannati a sette anni; Raffaele Salerno, direttore dello stabilimento di Torino otto anni e sei mesi, Daniele Moroni, responsabile dell’area tecnica, nove anni e Cosimo Cafueri, responsabile della sicurezza otto anni.
La Suprema Corte pur riconoscendo la responsabilità degli imputati ha disposto un processo d’appello-bis perché le pene vengano riviste, probabilmente per essere ridotte. «La Corte, infatti, ha annullato, senza rinvio la prima sentenza d’appello limitatamente alla ritenuta esistenza di una delle circostanze aggravanti contestate agli imputati».
Bisognerà attendere novanta giorni per conoscere le motivazioni, a capire il perché della decisione dei supremi giudici.
Ora la storia è tutta da riscrivere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor
Nuova Società - sponsor per la tua pubblicità in questo spazio, contatta la redazione

Primo Piano

L’algoritmo dell’indignazione: politica e giustizia ai tempi dei social

Spesso accade che nelle Famiglie numerose, i genitori, i nonni e gli zii, anche se non lo ammetterebbero mai, hanno un figlio...

Imprese e Covid: alla Festa de L’Unità si discute di ripresa economica di Torino

E' stata l'occasione per confrontarsi su uno dei temi più dibattuti degli ultimi tempi l'incontro della Festa de L'Unità dal titolo “Torino...

Montagna conferma: “Sono indagato”

“Ieri, proprio a tre giorni dal largo successo elettorale, ho ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura di Torino”, così il sindaco...

Moncalieri, Montagna appena eletto è indagato per falso

Il sindaco Pd di Moncalieri Paolo Montagna, appena eletto con il 60% dei voti, è indagato. Secondo la Procura di Torino avrebbe...

Di Maio e Zingaretti si spartiscono le amministrative 2021? Il Pd torinese risponde

La notizia diffusa sui quotidiani questa mattina di un accordo tra Pd e M5s sulle amministrative 2021 non lascia indifferente il Pd...