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martedì, 21 Maggio 2024

Surrettiziamente il semipresidenzialismo non può passare con il sindaco d'Italia

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Vogliamo essere chiari una volta per tutte? Delle tre proposte avanzate con tempestività da Matteo Renzi per cancellare il Porcellum quella che apparentemente sembra la più gradita tra le varie forze politiche di maggioranza e di opposizione è quella cosiddetta del “sindaco d’Italia”, cioè sulla falsariga della legge elettorale vigente nei comuni.
C’è un però che lascia molto perplessi perché sono diverse le interpretazioni della norma all’interno dello stesso Partito Democratico.
L’elezione diretta del sindaco è stata accompagnata da una radicale riforma del ruolo della giunta che non è più un organo collegiale mentre gli assessori sono direttamente e singolarmente alle dipendenze della volontà del primo cittadino che li sceglie e li può licenziare quando vuole. Anche il ruolo del consiglio comunale ha subito una profonda modifica: i suoi poteri reali sono stati praticamente svuotati.
Traslato a livello nazionale il modello dei comuni significherebbe l’elezione diretta del capo del governo, la scelta dei ministri che gli sono più congeniali mentre il ruolo del Parlamento verrebbe fortemente ridimensionato.
In altre parole ci troveremmo di fatto di fronte a una scelta del semi presidenzialismo.
È questo che intende Renzi e il suo partito? A quanto ci risulta i Pd si è sempre dichiarato contrario a ogni mutamento del carattere della nostra Repubblica parlamentare in presidenziale o semi presidenziale.
Il professor Gianfranco Pasquino, già senatore della sinistra indipendente, esperto in materia, su “L’Unità” di oggi ha chiaramente rivolto un invito al leader del Pd a essere più coraggioso scegliendo secondo il suo parere la forma del semipresidenzialismo. Nella stessa prima pagina del giornale di riferimento del Partito Democratico Stefano Ceccanti, anche lui considerato un esperto, opta per una modifica del Mattarellum con i due turni e il premio di maggioranza.
Chi ha ragione dei due? Per quanto ci riguarda, come più volte abbiamo scritto su questa pagina, riteniamo che non possa essere surrettiziamente introdotto il semipresidenzialismo sulla base della legge per i sindaci inventata tanti anni fa da Mariotto Segni.
Più che mai, vista anche la crisi che il sistema politico istituzionale sta attraversando da troppo tempo, è necessario allargare la partecipazione dei cittadini attraverso il rafforzamento delle assemblee elettive e non il loro ridimensionamento.
Di tutto c’è bisogno meno che di un nuovo uomo della provvidenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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