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giovedì, 23 Maggio 2024

Studenti in piazza, tensione con la polizia

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

«Verremo ancora alle vostre porte, grideremo ancora più forte».
Come recita la Canzone di Maggio di Fabrizio De Andrè, che ha ispirato lo striscione che apriva il corteo studentesco, loro ci hanno provato ad accendere un autunno che per il momento non è stato poi così caldo, come invece ci si aspettava. Ma quel corteo determinato, partito da piazza Albarello, ha veramente tentato di bussare alle porte di quelli che secondo tutti ormai sono i colpevoli di una situazione disastrosa che crea vittime quotidianamente.
Gli obiettivi, le banche su tutti, protette, anche la più piccola filiale come se fosse Fort Knox e come ormai è consuetudine. Poi i Palazzi che rappresentano la Provincia e la Regione, disastrose nella gestione delle strutture scolastiche.
Ma torniamo al corteo. Più di un migliaio di studenti dei licei e degli istituti.
Diverso percorso. I ragazzi non seguono quello concordato dalla Cgil, Cisl e Uil per lo sciopero nazionale di quattro ore.
E si dirigono in corso Galileo Ferraris e qui incontrano la prima banca, quella del Monte dei Paschi, scritte e qualche fumogeno acceso dai ragazzi che indossano le ormai immancabili maschere di Anonymous. La polizia è numerosa e controlla ogni mossa dei giovani. Sempre sullo stesso corso, all’angolo con via San Quintino, dove c’è un’altra banca, Unicredit, i reparti mobili e gli studenti si fronteggiano. Basta poco e parte una carica: volano manganellate e bastonate.
Per fortuna non si registrano feriti, e il corteo riparte. Destinazione corso Vittorio Emanuele, dove è la sede del Miur.

La facciata del palazzo viene bersagliata da uova. Le forze dell’ordine questa volta non intervengono. Poi il serpentone , mentre la pioggia cade sempre più fitta tenta di arrivare a Palazzo Lascaris, sede del consiglio regionale, ma tutte le vie sono bloccate da polizia e carabinieri. Solo dopo una lunga contrattazione gli studenti vengono lasciati passare attraverso via Pietro Micca fino a piazza castello, dove la mattinata di protesta si chiude. Ma i ragazzi promettono: «L’assedio continuerà».
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