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domenica, 26 Maggio 2024

Smat presenta il piano di sicurezza dell’acqua per la città di Torino

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Un lavoro cominciato nel 2018 e che ha permesso di elaborare un piano di sicurezza relativo a fornitura e distribuzione dell’acqua per la Città di Torino che copre tutta la popolazione torinese, il 40 per cento del totale di quella servita da Smat. 

Il piano ora è già stato consegnato al Ministero per approvazione e Smat può dirsi soddisfatta del lavoro svolto che “data la complessità e la dimensione del territorio ha rappresentasse una grande sfida”

Come detto il tutto è iniziato nel Centro Ricerche da un team interno di 35 dipendenti: direttori, dirigenti dei distretti, responsabili dei centri di produzione, del telecontrollo, del cartografico, dei laboratori, degli studi e concessioni fonti idropotabili, dei servizi informatici e della comunicazione.

Il 30 settembre 2019 è poi stato creato il team multidisciplinare, come previsto dalle linee guida dell’ISS, al quale hanno preso parte ARPA, Regione Piemonte, ATO 3 Torinese e Asl Città di Torino, con la collaborazione con Istituto Superiore di Sanità che ha svolto il ruolo fondamentale di supervisore tecnico-scientifico.

Il team si è riunito 8 volte, fra riunioni tecniche e ispezioni in campo, ed ha valutato 1.234 rischi in tutta la filiera idrica, dalla captazione al punto di consegna, proponendo 80 azioni di miglioramento.

Ma quello di Torino non è l’unico piano redatto, anzi sono 10 quelli già attivi grazie all”attenzione di Smat sul tema, anche perchè l’azienda è presente in osservatori privilegiati quali UTILITALIA ed EUREAU, e già nel 2016, attraverso il proprio Centro Ricerche ha realizzato un modello su base scientifica per effettuare un’analisi di rischio omogenea ed uniforme in tutte le reti acquedottistiche gestite dall’azienda. Il lavoro è partito da 3 Comuni di pianura e pedemontani, La Loggia, Caprie e San Gillio, perfezionando il modello su altri 6 Comuni, Borgomasino, Ribordone, Grugliasco, Poirino, Volpiano e Germagnano. 

Ora restano altri 270 piani da redarre: “Un lavoro che rappresenta la sfida dei prossimi anni ma che, soprattutto, ha consentito di realizzare un modello coerente con le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità che abbiamo trasferito anche ad altre Aziende del settore idrico anche perchè la Direttiva Europea (2020/2184 UE) impone che entro il 12 gennaio 2029 vengano adottati i Water Safety Plans con specifiche indicazioni sulle valutazioni del rischio per la fornitura, il trattamento e la distribuzione dell’acqua destinata al consumo umano”. 

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